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A TU PER TU CON ALESSANDRA HROPICH ( PRIMA PARTE )

ALESSANDRA HROPICH ALESSANDRA HROPICH

✨ Alessandra Hropich si racconta ai lettori ✨



Redazione-  «Salve Alessandra, sono Mariangela di Benevento ma insegno ormai da anni in un liceo di Gorizia. Ti ammiro molto come scrittrice: ho letto i tuoi libri, meraviglioso quello dedicato alla felicità e splendidi i tuoi consigli. Non mi aspettavo questo tuo ultimo libro, interamente dedicato ai tradimenti dei comuni mortali e dei vip… ma devo leggerlo, perché immagino che in molti non dormiranno sonni tranquilli, sapendo che tu hai raccontato fatti intimi e privati degli italiani.
Chi sono i tuoi lettori? E dove presenti solitamente i tuoi libri?
Io ti ho conosciuta grazie a un collega insegnante che ti segue da tempo!»

Rispondo con piacere.
I miei lettori sono molto variegati, ma soprattutto, sono professionisti abituati a informarsi: medici, avvocati, magistrati, professori universitari, persone curiose, attente alla vita e ai suoi cambiamenti.
Parlo spesso dei miei libri al termine di convegni, tavole rotonde, giornate di studio a cui vengo invitata come stampa — in ambito medico, giudiziario e psicologico. Ogni volta le copie che porto con me si esauriscono subito, un buon risultato che mi gratifica.
Non posso documentare questi eventi perché si svolgono in sedi istituzionali dove è vietato anche scattare delle foto, e rispetto le regole.
Dopo alcune interviste sui giornali, ricevo comunque ordini da tutta Italia.
Non mi leggono solo magistrati, medici o avvocati, ma anche impiegati, professori, commercianti, ristoratori, persone di ogni ceto sociale: tutte molto curiose di scoprire cosa si nasconde nell’animo umano.
Nel libro «La doppia vita (segreta) dei vip e non solo», racconto aspetti intimi di ogni categoria, dal camionista al politico, mostrando come gli uomini italiani — sposati e no — vivono le emozioni e cosa sono disposti a fare pur di non rinunciare ai loro desideri.
Come mi è venuto in mente di scrivere un libro sui tradimenti?
Ne ho incontrati talmente tanti, di infedeli, nella mia vita, da aver perso il conto già decenni fa. Gli italiani non sono affatto fedeli: chi dice di esserlo, mente. Essendo un fenomeno diffusissimo, perché non raccontarlo?
Dovevo forse reggere il gioco, per sempre, a chi mi diceva: «Ti prego, non lo dire!»?

«Alessandra, perché presenti i tuoi libri solo a medici, magistrati, professori, giornalisti… e in sedi istituzionali dove ti ascoltano solo i “soliti” addetti ai lavori?
Vai praticamente a portare gli ombrelli laddove sai che piove sempre.
È snobismo o cosa?»

No, non è snobismo.
Ho sempre applicato un principio che mi guida da anni:
«Frequenta chi è migliore di te.»
Mezz’ora a presentare un mio libro, al di là della cinquantina di copie vendute quasi ogni volta, mi riempie di gioia. Amo il confronto che nasce.
Un magistrato, ad esempio, sa fare indagini, ma chi gli racconta cosa succede prima che scatti il reato? Lui conosce il momento in cui la legge viene violata, ma non entra nelle case, nelle menti, negli studi privati dove si consumano i drammi umani. Io porto proprio questo: la prospettiva intima che spesso manca.
Se incontrassi baristi, operai, spazzini disposti a confrontarsi con la stessa profondità, lo farei volentieri, ma quasi mai accade.
Di solito mi dicono: «Preferisco non pensare… mi auguro che ci sia un mondo migliore!», che tradotto significa: «Non mi interessa nulla, voglio che il mio cervello resti in cantina!»
Il desiderio di andare oltre le apparenze, di riflettere e scoprire la verità, appartiene a chi ha la mente allenata.
Per questo mi rivolgo a categorie abituate allo studio, alla ricerca, alla comprensione.
Non sono una snob: parlo con tutti — vip, ricchi, luminari, ma anche con chi ha meno mezzi o istruzione — con la stessa curiosità e rispetto.
Ogni essere umano può insegnarmi qualcosa, ma taglio corto con chi non vuole pensare.
Un uomo o una donna che non vogliono pensare, non mi sembrano persone: mi ricordano animali che vivono d’istinto.
E solo l’istinto, senza ragione, porta a commettere errori e anche reati.
Mi è piaciuto molto l’esempio degli ombrelli “portati dove piove sempre”.
Qualche giorno fa ho immaginato gli italiani come se ciascuno stringesse in mano il proprio ombrello… ma lo tenesse chiuso, lasciandosi bagnare dalla pioggia a testa bassa.
Ecco: così vedo la loro mente. Ce l’hanno, ma non la aprono mai, nemmeno sotto il temporale della vita.
Come se non sapessero che basta un piccolo gesto — aprire quell’ombrello — per proteggersi, pensare, scegliere le parole giuste e cambiare le cose.
Ho imparato che, alcuni semplici consigli e delle frasi mirate possono davvero cambiare il corso della nostra esistenza.
Ne parlo nel libro «La felicità? Ve la do io!» e in tutti i miei libri anche se in modo diverso perché tutti i miei libri raccolgono autentici pezzi di vita, miei e altrui, sempre accompagnati da suggerimenti per affrontare meglio la vita.
E comunque, da settembre ci saranno altre interviste che escono dedicate ai miei libri e qualche novità che non anticipo, per scaramanzia, per dirti che io parlo alla mente umana e non ai ceti sociali.

 Se vuoi saperne di più sull’ultimo libro:
La doppia vita (segreta) dei vip e non solo

LIBRO DI  ALESSANDRA HROPICH

Ultima modifica ilLunedì, 14 Luglio 2025 19:18

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