INTERVISTA ESCLUSIVA A STELLA DOUBLE ONE ALLA SUA MUSICA INEDITA
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Ciao Stella, grazie di essere con noi oggi. Il tuo nuovo brano “Era Lei, ti dico” ha già catturato molta attenzione. Da dove nasce questa canzone così intensa e personale?
Stella Double One:
Ciao Massimo, grazie a te per avermi invitata. Questa canzone nasce da tante riflessioni e osservazioni su situazioni che molte persone vivono nelle loro relazioni. Spesso si pensa che sia il “noi” a rendere speciale una storia, ma ho voluto raccontare un’altra verità: che a volte la luce, la forza, è dentro una sola persona. “Era Lei, ti dico” è quella luce che non si spegne, che resta anche quando il “noi” non c’è più.
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È un messaggio davvero potente e, in qualche modo, anche liberatorio. Hai detto che è una “canzone che non hai mai cantato” prima d’ora. Cosa significa per te?
Stella Double One:
Significa che questa verità, così forte e complessa, è spesso taciuta o poco raccontata. Non è sempre facile riconoscere quando si è la parte viva e luminosa in una relazione, soprattutto quando si vorrebbe che fosse un percorso a due. Mettere questa realtà in musica è stato un modo per dare voce a tanti silenzi e per liberare un sentimento che spesso resta nascosto.
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Nel testo ci sono immagini molto forti e simboliche, come “la luce mai spenta” o “cammino da sola, fiera ed elevata”. Quanto c’è di autobiografico in questo?
Stella Double One:
Credo che quelle immagini parlino a chiunque abbia attraversato momenti in cui ha dovuto riscoprire la propria forza interiore. Non è necessariamente una storia personale, ma un racconto che può appartenere a molte vite. È un simbolo di indipendenza e rinascita che può ispirare chiunque senta di dover camminare da solo, senza paura.
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Credi che questa canzone possa aiutare altre persone che si sentono tradite o invisibili nelle loro storie?
Stella Double One:
Sì, spero davvero che questo messaggio arrivi a chi ha vissuto o sta vivendo situazioni simili. Voglio che sappiano che non è mai solo il “noi” a definire una relazione, ma ogni singola persona che la vive. Anche se si perde qualcuno, non si perde mai se stessi. È un messaggio di amore per sé, di accettazione e rinascita.
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Come vedi il tuo percorso artistico da qui in avanti?
Stella Double One:
Voglio continuare a scrivere canzoni autentiche, che raccontino storie vere, intime, senza filtri. La musica per me è un modo di dare voce a ciò che spesso resta inascoltato. “Era Lei, ti dico” è solo l’inizio di questo viaggio.
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Grazie mille, Stella, per aver condiviso con noi questa parte così personale della tua arte.
Stella Double One:
Grazie È stato un piacere>>.

Canzone inedita di Stella Chiavaroli:
? "Era Lei, ti dico"
Dicevi: “Tu non puoi capire
quella che è stata la nostra giornata”
Ma non era l’amore a farci tremare
era la mia anima illuminata
Guardati adesso, la scena è cambiata
quella magia non era creata
Non era il cielo a tenermi legata
ero io, la luce mai spenta, mai spostata
Non era il “noi” a farci infuocata
non era la storia così consacrata
Ero io… la parte più amata
anche quando mi davi per andata
Ero io… la fiamma accesa e mai spezzata
la bellezza che credevi donata
Ma io la porto, ovunque chiamata
è mia da sempre, non rubata
Pensavi fossimo arte intrecciata
una poesia perfettamente narrata
ma ogni parola rimasta ascoltata
è la mia voce, sola e cantata
Quella magia che chiamavi fatata
non era cosa da due firmata
Era la mia visione elevata
che faceva la vita più colorata
Non era il “noi” a farci incantata
non era una favola ben scritturata
Ero io… con la mia parte vibrata
con l’anima limpida e dichiarata
Ero io… e tu una pagina strappata
di un libro che scrivo, pagina amata
non sarai fine né nuova puntata
sei solo memoria dimenticata
E mentre mi parli con voce spezzata
di un “noi” che pensavi fosse saldata
Io vivo ancora, forte e rinata
porto la luce, mai cancellata
In nuovi domani, già preparata
lascio impronte in una danza dorata
Non resto ferma, non sono fermata
cammino da sola, fiera ed elevata
Non era il “noi”… era una fiaba inventata
Ero io… la stella mai oscurata
La meraviglia che credevi affidata
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