BENVENUTI SU CAVALIERENEWS

Arrow up
Arrow down

le vostre notizie a portata di web

Log in

- DEVO, DEVO, DEVO - : IL MANTRA TOSSICO DEL NOSTRO TEMPO

Stella Chiavaroli in spiaggia Stella Chiavaroli in spiaggia

Redazione- Viviamo schiacciati da un’ansia collettiva che si traveste da efficienza. Ogni giorno, senza che ce ne rendiamo conto, ripetiamo un mantra stanco e oppressivo: devo fare, devo finire, devo correre. Come se l’unico modo di esistere fosse produrre. Come se la dignità si misurasse in liste di cose da completare.

Ma a che prezzo?

Lo stress non è più un effetto collaterale: è diventato la norma. Ci accompagna già dalla mattina, quando apriamo gli occhi e invece di chiederci come sto?, ci chiediamo cosa manca? Una corsa continua, spesso senza direzione, solo per non restare indietro. Ma indietro rispetto a chi?

Questa società ci ammanetta con le aspettative, ci obbliga a rispondere a standard che non abbiamo scelto, ci convince che fermarsi è una colpa, che rallentare è un fallimento. Viviamo nel culto del “fare”, dimenticandoci che anche essere è un verbo.

Il vero atto di ribellione, oggi, è fermarsi. Smettere di inseguire. Dire basta a questa narrativa del “devo”. Non siamo macchine. Abbiamo il diritto di vivere giornate lente, di sbagliare, di non avere un piano. Di respirare senza l’ansia del risultato.

E se iniziassimo a dire più spesso voglio al posto di devo? Se riscrivessimo il nostro tempo partendo da ciò che ci nutre, e non solo da ciò che ci serve a “funzionare”?

Forse scopriremmo che la libertà non è un obiettivo da aggiungere in fondo alla lista delle cose da fare.

È già lì, basta solo smettere di correre.

Poesia:

Basta (non corro più)

Basta.

Non corro più.

Ogni giorno ha il suo peso

e io ho solo queste spalle

non sono macchine,

sono ossa, fiato, cuore.

Mi avete insegnato a dire devo,

come fosse un mantra,

una preghiera vuota

ripetuta fino a non sentire più il mio nome.

Ma oggi no.

Oggi lascio cadere l’elenco delle cose da fare,

spengo la sirena dell’ansia,

e apro la finestra.

Oggi scelgo il silenzio

invece del rumore,

la pausa

invece della corsa.

Perché non sono nata per inseguire

ogni aspettativa,

ogni agenda,

ogni “subito”.

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.