LA MASCHERA E IL VUOTO
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All'inizio era miele, voce lenta,
una cura finta per l'anima stanca.
Occhi profondi, mani che promettevano
cose che il cuore nemmeno chiedeva.
Vestiva l'amore come un abito d'occasione,
ma sotto cuciva il filo del possesso.
Ogni gesto, ogni parola,
non era dono — era debito.
Voleva farti specchio, non donna.
Sagoma di sogni suoi,
che cambiavi forma a ogni suo umore,
che dovevi sorridere anche nel dolore.
Poi arrivò il giorno del silenzio,
quel punto fermo che spezza la catena.
Nessuna scenata, nessun addio,
solo l’assenza come scudo, come via.
Ora lui guarda quel vuoto
dove credeva di avere potere.
Ma il vuoto è la tua libertà,
è il rumore del cuore che ricomincia a battere.
( Poesia di Stella Chiavaroli )
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