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RETE E INCLUSIONE: QUANDO CHI PARLA DI UNITÀ SI ESCLUDE DA SOLA

  • Scritto da Dott.ssa Stella Chiavaroli
  • Pubblicato in POPOLARI
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Inclusione Inclusione

Redazione-  In ogni contesto, che sia lavorativo o educativo, parlare di rete e inclusione dovrebbe riflettere un impegno sincero verso la collaborazione e il rispetto reciproco. Tuttavia, può succedere che alcune persone, pur promuovendo attivamente questi valori, non li pratichino realmente nel loro comportamento quotidiano. È il caso di chi, pur enfatizzando l'importanza di costruire una rete di supporto e di sostegno reciproco, si comporta in modo tale da escludere o sminuire chi percepisce come una minaccia o una rivale.

 

Il Contrasto tra Parole e Comportamenti

In certe situazioni, una persona che promuove con passione concetti come "rete" e "inclusione" può trovarsi a creare, involontariamente o consapevolmente, un ambiente di lavoro o di classe in cui non esiste vera collaborazione. Può sembrare che questa persona parli spesso di come sia importante unire le forze, ma poi, nei fatti, preferisca sollevare ostacoli o mettere in ombra gli altri, soprattutto quando questi ultimi vengono visti come più apprezzati o competenti.

Un comportamento che può manifestarsi in questo caso è quello di "schiacciare" chi viene percepito come migliore o più apprezzato. Quando una persona si sente minacciata da un collega o da un compagno di classe che gode di maggiore stima o che viene visto come più competente, può cercare di metterlo in difficoltà, sia in modo diretto che più subdolo. Ad esempio, potrebbe minimizzare il suo contributo, non riconoscere i suoi successi o addirittura cercare di attirare l'attenzione su piccoli difetti o errori. Questo comportamento non solo mette in evidenza un lato competitivo e geloso, ma compromette anche la possibilità di creare una vera rete di supporto, poiché la persona non è pronta a riconoscere il valore degli altri.

Invidia e Insicurezza Nascoste dietro le Parole

Un altro aspetto che può contribuire a questo comportamento è l'invidia o l'insicurezza. A volte, chi si concentra eccessivamente sull'idea di inclusione è in realtà una persona che fatica ad accettare il successo o l'apprezzamento degli altri. Piuttosto che vedere i successi altrui come un'opportunità di crescita, può percepirli come una minaccia alla propria posizione o valore. Questo può portarla a comportarsi in modo sottomesso o a cercare di mettere in ombra chi reputa più talentuoso, pur facendo finta di promuovere l'idea di unione.

Il risultato è un ambiente in cui, anziché sentirsi sostenuti, i membri del gruppo potrebbero sentirsi osservati, giudicati o addirittura messi da parte. La vera inclusione richiede un atteggiamento genuino di supporto reciproco, non solo parole vuote. Chi predica la rete, ma non è disposto a mettere in pratica il rispetto e la valorizzazione degli altri, rischia di creare una cultura di rivalità mascherata da falsa collaborazione.

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