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TRA SACRO E PAGANO, IN MIGLIAIA A COCULLO PER IL SAN DOMENICO

  • Scritto da Alessandra Renzetti
  • Pubblicato in EVENTI
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San Domenico San Domenico

Redazione-  A Cocullo, ogni anno all'inizio di maggio, la comunità celebra la singolare festa in onore di San Domenico Abate, caratterizzata dal celebre Rito dei Serpari. Questa pratica affonda le sue origini in un'antica venerazione pagana della dea Angizia, tutelatrice dei veleni, che nel corso dei secoli è stata sostituita dal culto cristiano del santo, simbolizzando l'eterna sfida tra il mondo naturale e quello umano.

La festa ha inizio con i serpari, coloro che si dedicano alla raccolta dei serpenti, attività che comincia alla fine di marzo. Questi esperti cacciatori partono per le zone circostanti per recuperare rettili non velenosi, custodendoli con cura in scatole di legno, nutrendoli per un paio di settimane. Questa tradizione risale alla civiltà dei Marsi antichi e viene rievocata in nome di San Domenico, il quale è venerato per la sua capacità di proteggere dal mal di denti e dai morsi di serpenti.

Serpente

San Domenico, un monaco benedettino originario di Foligno, si stabilì a Cocullo per sette anni, lasciando dietro di sé una serie di reliquie, tra cui un suo dente e un ferro di cavallo. Durante la celebrazione, i devoti partecipano a rituali volti a mantenere i denti in salute, tra cui uno che prevede di tirare una catenella con i denti nella chiesa a lui dedicata, e raccolgono terra benedetta da conservare come protezione personale.

La festa di Cocullo è oggetto di dibattito tra studiosi, alcuni dei quali sostengono che abbia origini legate alla dea Angizia, mentre altri la ricollegano a leggende legate a Eracle, dato che sono stati trovati bronzetti votivi con immagini del mitico eroe. Secondo la tradizione locale, il dente di San Domenico simboleggia una fede risanatrice che ha sostituito il culto pagano dell'antica dea, rappresentando la protezione dal veleno e dalla natura ostile.

Il clou della festa si svolge con la processione che vede la statua di San Domenico adornata con serpenti, che attraversa le strade del paese. In testa al corteo, due ragazze in abiti tradizionali trasportano spille sacre, conosciute come "ciambellani," in ricordo di un miracolo compiuto dal santo. A mezzogiorno, la cerimonia dell’adorna della statua con i serpenti simboleggia l'equilibrio tra l'umanità e le insidie naturali.

Al termine delle celebrazioni, i serpari restituiscono i serpenti al loro habitat naturale, completando un rituale unico che attira ogni anno migliaia di visitatori appassionati e curiosi, desiderosi di immergersi in una tradizione che celebra il profondo legame tra fede, natura e cultura popolare.

Cocullo si conferma così come un crocevia di spiritualità e folklore, una festa che continua a affascinare e a richiamare l’attenzione di molti.

Momenti della Festa a Cocullo

Ultima modifica ilGiovedì, 01 Maggio 2025 18:39

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