SVELAMENTO DEL BUSTO BRONZEO IN MEMORIA DEL PRIMO SINDACO DELLA CITTA’ DI ATRI: GIUSEPPE VERDECCHIA (VIDEO)
- Scritto da Dott.ssa Stella Chiavaroli
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Redazione- Sabato 22 aprile 2023, presso la sala Consiliare del palazzo Duchi d’Acquaviva del Comune di Atri in provincia di Teramo, ha preso avvio alle ore 16:30 la bellissima cerimonia in onore del primo Sindaco di Atri: Dott. Giuseppe Verdecchia, rilevante figura del Novecento abruzzese che nell’immediato dopoguerra della città Ducale ha portato incisivi contributi politici, sociali ed artistici. Ad organizzare l’importante evento, è stato il nipote Mario Verdecchia che con grande talento ha prodotto importanti documenti e commoventi testimonianze. Accanto al suo lodevole coordinamento, numerosi sono stati gli interventi. L’evento è stato patrocinato dall’Associazione Culturale Giuseppe Verdecchia, dal Consiglio Regionale d’Abruzzo, dalla Provincia di Teramo, dal Comune di Atri e dalla Fondazione Tercas. Il pomeriggio si è colorato di calore e affetto verso questo importante ed incisivo personaggio, sia in un alone di conoscenze che di testimonianze di prestigio. Il primo cittadino di Atri, è stato presentato come una figura eclettica, dotato di grande intelligenza e straordinaria dedizione alle persone, alla professione di veterinario e alle arti, attento e determinato con straordinaria passione per la bellezza del mondo e della fede, in un particolare per il suo significativo legame con San Pio da Pietralcina ed al suo impegno di trait d’union negli incontri del cda per la realizzazione della “Casa Sollievo della Sofferenza” realizzata a San Giovanni Rotondo (FG). La sala consiliare di Atri, si è presto gremita di partecipanti desiderosi e incuriositi dello svelamento del busto bronzeo in memoria del primo Sindaco della Città di Atri. Tra gli interventi più incisivi, toccante è stata quella di Padre Guglelmo Alimonti, discepolo del Santo Padre Pio da Pietralcina, che con grande parsimonia ha raccontato dei numerosi incontri tra Giuseppe Verdecchia ed il Santo per il supporto alla realizzazione della Casa del Sollievo. Sono stati evidenziati gli studi e le ricerche storiche del Commendatore Mario Verdecchia, di Gaetano Lombardi e di Dario Zingarelli. La sala, allestita di segreteria ha provveduto alla divulgazione di un volume dedicato, finanziato da Mario Verdecchia: “Svelamento del busto bronzeo in memoria di Giuseppe Verdecchia”, i cui contenuti svelano, attraverso il gruppo di ricerca, le opere di architettura realizzate da Padre Pio da Pietralcina a San Giovanni Rotondo. A margine del libro, è stato possibile inserire l’annullo postale da parte di Poste Italiane, accanto al francobollo di San Gabriele posto con la cartolina e il relativo timbro commemorativo. Il Prof. Ezio Sciarra, amico di Giuseppe, ha precisato nell’epigrafe come Giuseppe Verdecchia sia stato cultore della democrazia partecipativa, valorizzando nei suoi studi e nelle sue proposte economiche e giuridiche un incontenibile amore per la civiltà Italica, da cui tutto l’Abruzzo proviene, esponendola a tutti i concittadini. Il professore ha ricordato un aforisma di Giuseppe Verdecchia, con emozione e precisazione quando sosteneva: “A me serve solo un pezzo di pane e un bicchiere di acqua, poiché le esigenze del corpo si calmanio a quelle dello spirito”. Inoltre, Domenico Coletti, figlio dell’avvocato personale di padre Pio, ha ricordato come tutta la progettazione dell’opera poi edificata, abbia rappresentato una forte sinergia tra Atri e San Giovanni Rotondo, tra il primo Sindaco di Atri e Padre Pio da Pietralcina in operazioni complesse ma superate con forte impegno comune. L’intervento di Mario Trematore, sopraggiunto da Torino, ha raccontato con grande commozione e coinvolgimento, la sua esperienza di vigile del fuoco nel salvare nel Duomo di Torino la Sacra Sindone. La sua struggente testimonianza, si è impreziosita delle immagini originali del salvamento e di come nonostante le gravi difficoltà causate dalle fiamme e dal fuoco, tutto sembrava mettere un alone di leggerezza ai suoi piedi, una forza che lui ha interpretato come un dono salvifico, una forza derivata dal ricordo di Padre Pio e delle sue carezze al Mario bambino che sono sempre restate nel suo cuore. Tra gli altri testimoni di eccezione, ci sono state anche quelle di Federico D’Alfonso, di padre Pietro D’Alfonso, del vice presidente della Fondazione Tercas: Martina Di Musciano, che ha messo in risalto come siano stati sostenitori unanime nella promozione di una cultura storica che si fa sociale, sia all’insegna della conoscenza che dalla vicinanza di questo bene comune, meritevole e prespicace. La chiusura dei lavori è stata affidata a Mario Verdecchia che con stile e parsimonia, prima dello svelamento del busto di suo nonno, ha inteso precisare come dare attuazione a questa inaugurazione, proprio nella sala più importante della vita atriana, sia stata per lui motivo di grande emozione e riconoscenza sia verso la saggezza, l’umiltà e la sapienza di suo nonno, che della sua bellezza interiore verso l’amore e l’onestà, ricordi che non possono morire ma che vogliono ricordarlo per le sue maestose opere multiculturali che nel suo incontro con il Santo.
