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I TANTI PERCHE' DELL'8 SETTEMBRE

Vittorio Emanuele III e Badoglio Vittorio Emanuele III e Badoglio

Redazione-Alla firma dell'armistizio di Cassibile, il 3 settembre, gli alleati avvertirono gli Italiani che da quel momento, ogni giorno sarebbe stato buono per l'annuncio dell'armistizio, sino al 12 settembre....e Badoglio, chissà perché, prese per buona la data del 12 settembre...di qui l'impreparazione a far fronte all'atto dell'armistizio al prevedibile attacco che le forze tedesche avrebbero portato alle posizioni italiane...Per questo il Gen Taylor, vice comandante della 82^ aviotrasportata, era pronto a scendere su Roma, con i suoi paracadutisti, per dar man forte alle nostre truppe in caso di una prevedibilissima reazione tedesca. Egli era arrivato in incognito a Gaeta con una nave italiana accompagnato dal capo dei servizi segreti della Regia Marina, Maggiori e dal col. Gardiner. Fu fatto accomodare in un' autoambulanza ( una prassi normale, vedi trasferimento di Mussolini dopo il suo arresto) e dal lunotto posteriore, durante il tragitto, il generale americano notava che la presenza dei militari tedeschi era via via più imponente man mano che ci si avvicinava a Roma, dove arrivò alla sera del 7 settembre. Egli si aspettava di esser ricevuto subito da Badoglio ( per concordare i piani per la discesa della divisione americana sulla Capitale) ma gli dissero che questi si era già coricato e che il Capo di Stato Maggiore Ambrosio, non c'era perché era a Torino per un trasloco...Sempre più allibito, il generale americano fu fatto accomodare in un salone con una ricca tavola imbandita con ogni ben di Dio (mentre nel resto d' Italia si faceva la fame). A questo punto disorientato e inviperito, Taylor cominciò a perdere la pazienza, per carmarlo gli fu garantito che sarebbe arrivato di lì a poco il comandante dei Servizi Segreti Generale Carboni, (comandante anche del corpo d' armata corazzato destinato alla difesa di Roma). In effetti quest' ultimo arrivò tutto trafelato e lo accompagnò da Badoglio che gli si presentò tutto assonnato in pigiama e giacca da camera.

Gli americani non ci comunicarono prima la data dell'armistizio perché non si fidavano di noi e proprio l'8 settembre dovevano sbarcare a Salerno ed avevano bisogno di una certa discrezione che noi non eravamo in rado di assicurare, come non eravamo in grado di garantire il possesso di 3 aerodromi nei pressi della capitale per sole due ore...tempo necessario alla divisione avio trasportata americana di prender terra in tutta sicurezza....con un po' più di coraggio da parte nostra, Roma non avrebbe dovuto sopportare la dura occupazione nazista dal 9 settembre '43 al 6 giugno '44...

L' atteggiamento dilatorio di Badoglio, che in quel momento apprendeva costernato dal suo interlocutore americano , che l' armistizio non sarebbe stato reso noto il 12 settembre, com' egli aveva sempre erroneamente ritenuto, bensì il giorno seguente,scoraggiò il generale Taylor dal far scendere su Roma la divisione aerotrasportata americana, A quel punto, il Generale Taylor, fece pervenire al comando Alleato il messaggio che

l' operazione prevista (denominata Giant) era annullata...

Fonte:Gigi Rossi-la guerra degli italiani

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