INTERVISTA A GIOVANNI LUCA VENTURA
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Redazione- Ospite della nostra consueta rubrica è Giovanni Luca Ventura, autore di “Le nostre storie”. La particolarità di questa raccolta di racconti è la scrittura, per così dire, a “sei mani”, in collaborazione con i Suoi nipoti, Ludovico e Rodolfo.
Ci racconti come è nato questo progetto.
Nel 2021 ho partecipato ad un concorso letterario, organizzato da Armando Iadeluca, con un racconto e già che c’ero ne ho inviato uno del mio nipotino Ludovico, di nove anni.
Trascorso qualche tempo, mi è arrivata la comunicazione che ero fra i selezionati, presto seguita da una seconda, con cui venivo informato di essere fra i tre “finalisti assoluti”.
La cosa mi ha provocato un grande piacere, ma poi ho notato una postilla: “categoria under 14”.
“Lo sapevo!” mi sono detto, “ho allegato una mia foto e si sono sbagliati; mi hanno preso per un ragazzino.”
Poi ho riflettuto sul fatto che, essendo un settantenne e nonostante continui a farmi delle illusioni, forse ero un po’ troppo speranzoso nel ritenere che si fossero confusi sull’età; così ho controllato meglio ed il “finalista assoluto” era mio nipote.
Non stava più nella pelle e ha chiesto di partecipare alla cerimonia della premiazione; Domenico e Valeria, i suoi genitori, lo hanno accontentato e dopo un viaggio di 400 chilometri, ha avuto la soddisfazione di classificarsi secondo.
La faccenda sarebbe finita lì ed era già tanta cosa, quando ho ricevuto una telefonata dal dr. Iadeluca a cui era piaciuta l’idea del nonno e del nipote scrittori e mi chiedeva se avevamo qualche altra storia per un’antologia.
Gli ho risposto di sì e che c’era anche un fratello, ancora più giovane: Rodolfo.
Così è nata l’antologia: I NOSTRI RACCONTI.
Giovanni Ventura è autore di numerosi racconti. Ha in cantiere la stesura di un romanzo o preferisce continuare con i racconti?
Sono già pronti otto romanzi, anche questi scritti a sei mani con i miei figli Gianfilippo e Valeria.
Sette di fantascienza, (sei collegati in sequenza nel filone “spazio” e uno nel filone “tempo”) più uno “quasi rosa semi erotico”, inoltre è quasi pronto un “giallo”.
Vede per i Suoi nipoti un futuro da scrittori? Se potesse augurare loro qualche cosa, in verso quale direzione li indirizzerebbe?
Non sarebbe male diventassero scrittori, ma ci sono molte altre attività, per cui prima, di fare auguri, vorrei essere certo della loro predisposizione.
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