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- IL TOCCO DEL PICCOLO ANGELO-, IL GIALLO/NOIR DI FIORENZA PISTOCCHI| L'INTERVISTA

IL TOCCO DEL PICCOLO ANGELO IL TOCCO DEL PICCOLO ANGELO

Redazione- Fiorenza Pistocchi con il giallo/noir “Il tocco del piccolo angelo” uscito nel giugno 2021 per Neos Edizioni, ambientato a Milano, nel quartiere di Lambrate-Città Studi, dove ha abitato, racconta la storia di Linette, giovane, capelli crespi e occhi abbaglianti, dal passato doloroso.

LA TRAMA

Lambrate, periferia di Milano. Il corpo di una donna viene trovato sotto il viadotto della tangenziale. Inizia un’inchiesta lunga e problematica dalla quale faticano a emergere i moventi dell’assassinio. Fra un sopralluogo, un interrogatorio e una perquisizione, il commissario Perego si imbatte nell’inatteso: la giovane Linette, che sta tentando di imbastire una vita normale dopo vicende di droga e prostituzione. Il suo passato e ciò che si percepisce di lei però non combaciano, gli occhi trasparenti e l’attenzione per gli altri raccontano di una storia che ha preso una via sbagliata. Diego Perego ne resterà irretito, soprattutto quando la fragilità di lei si esprimerà in premonizioni e intuizioni imprevedibili. Il tocco misterioso del piccolo angelo accompagneranno le vicende alla soluzione.

 

 

L’INTERVISTA

 

<<Ciao Fiorenza. Come nasce la storia che racconti nel romanzo giallo/noir “Il tocco del piccolo angelo”?

Grazie per l'intervista. Questo romanzo nasce dalla mia predilezione per questo genere letterario, maturato in tanti anni in cui sono stata, e sono, una lettrice accanita. Leggo di tutto, ma la mia preferenza va ai romanzi gialli/noir, di autori italiani e stranieri come Camilleri, Manzini, Lucarelli, Scerbanenco, Connelly, e tanti altri. È stato naturale, quando ho deciso di iniziare a scrivere delle storie mie, cimentarmi in questo campo letterario. Questo romanzo, però, ha uno spunto particolare: ho avuto occasione di essere presente, a San Vittore, a un evento in cui erano protagoniste le detenute del settore femminile del carcere. Hanno organizzato una sfilata indossando i turbanti che il laboratorio di sartoria produce per le donne che si sottopongono a chemioterapia all'Istituto dei Tumori di Milano. Erano donne per le donne... Ho visto ragazze giovani e belle, a cui non riuscivo ad attribuire un passato criminale... eppure erano lì. Ho visitato anche la casa con detenzione attenuata per le carcerate madri. Da questi eventi mi è nato il desiderio di raccontare la storia di una di loro, Linette, la protagonista.

Come hai vissuto la fase della scrittura e poi l’iter per la pubblicazione? Ti va di raccontarci qualche aneddoto?

La scrittura del romanzo è stata la mia principale attività durante il primo lockdown causato dal Covid, nel 2020. Per fortuna avevo una storia da scrivere, che mi ha aiutata a contenere la paura della pandemia e il forzato isolamento. Il periodo dell'editing, successivo alla prima stesura, è stato abbastanza impegnativo: il mio editor è stato Carlo De Filippis, uno scrittore di gialli piuttosto conosciuto, che ha pubblicato anche con Mondadori. Lui è severissimo... mi ha aiutata a rendere più interessante e sincopata la storia, soprattutto nella parte dell'indagine, per la quale mi ha fornito la conoscenza dei ritmi di lavoro della Polizia, che lui conosce bene.

Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo questo romanzo? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Il messaggio non è solo quello che si trova in ogni libro giallo/noir, cioè che prima o poi l'assassino viene individuato e catturato, ma anche che, parlando di Linette, si può aspirare a una vita migliore, anche se si ha un passato pesante, e che non ci si può e non ci si deve arrendere davanti alle difficoltà e alla sofferenza... c'è sempre un "piccolo angelo" dentro di noi, che ci può aiutare ed è la speranza.

Hai scritto molti racconti, che si trovano in antologie tematiche di Neos Edizioni, tra le quali, nel 2020, Nulla più come prima sul dopo-Covid19. Vuoi parlarci di questo racconto?

In questa antologia racconto l'esperienza di quaranta giorni di isolamento di un'anziana signora, a cui solo la figlia e il nipote portano da mangiare, durante il periodo della quarantena. La donna, che faccio parlare in prima persona, è affetta da una forma di Alzheimer, che in fondo la tutela, perché non si rende conto di quello che sta accadendo: non sente la paura della pandemia, sta bene da sola in casa, il suo impegno quotidiano è osservare dal balcone se per caso sono tornate le rondini, che rappresentano l'unico suo legame con il passato e con un'infanzia felice... ma che costituiscono anche un altro elemento fondamentale nella storia, che scoprirà solo chi leggerà il racconto... in fondo scrivo gialli, vi devo lasciare un po' di suspense...

Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

In questo momento sto lavorando a un possibile seguito del "Tocco del piccolo angelo". Sto anche raccogliendo documentazione per un romanzo a sfondo storico, ambientato negli anni '40 del Novecento, ma questo è un progetto complesso, che richiederà tempo>>.

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