INTERVISTA ALLA POETESSA CLAUDIA PICCINNO
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Redazione- Claudia Piccinno, Poetessa di vasta produzione letteraria. Da diversi anni Autrice de “il Cuscino di Stelle”.
Oltre alla Poetica molto apprezzata, spicca il grande lavoro di cooperazione internazionale che sta portando avanti con Poeti stranieri, curando interessanti progetti editoriali.
Ci può illustrare quale è stato il percorso per arrivare a tanto gradimento internazionale?
Un percorso fatto in solitaria, ma col costante confronto con gli autori di cui traduco le opere. Un percorso che nasce per gioco nel 2016 dopo la mia partecipazione a un festival in Turchia e che deve moltissimo alla mia laurea in lingue e letterature straniere. Per tradurre occorre principalmente conoscere le lingue, poi occorre fare silenzio dentro e mettersi in ascolto sulla soglia dell'altro.
Per tradurre poesia occorre qualcosa in più, occorre vivere in poesia, avere dimestichezza con ritmo e metrica, figure di stile e figure di suono per riprodurre nella lingua richiesta una struttura analoga a quella di partenza. A volte non si riesce e si sceglie di privilegiare il contenuto. A oggi sono undici i volumi di altri autori che ho tradotto più un paio di antologie trilingue. Il gradimento internazionale credo che nasca da una stima insita nel lavoro e nella serietà. Non mi piego ad altre logiche.
Per quanto riguarda la Sua produzione personale, ha in cantiere una nuova silloge poetica?
Sta per uscire una mia raccolta poetica in Colombia,con la casa editrice Papel y Lapiz e traduzione curata da Elisabetta Bagli, nonché una mia silloge in Marocco con traduzione curata da Nor Eddine Mansouri.
Che cosa consiglia a chi, ancora all’inizio del proprio percorso, vorrebbe trovare spunti per approfondire e ampliare la propria produzione poetica?
Consiglio di leggere tanta poesia.
Chi sostiene che preferisce non essere influenzato da altri poeti, deve veramente fare un mea culpa e chiedersi perché.
La poesia è una delle arti più antiche, la madrelingua di tutte le lingue, non è un gioco, per quanto a scuola si possa trasmettere in modalità ludica .
Chi vuole crescere deve studiare,confrontarsi coi classici e i contemporanei. Ma non basta. Chi fa poesia deve saper osservare e ascoltare, se stesso e il mondo che ci circonda.
La poesia non è mera estetica disgiunta dalla vita.
Ultima modifica ilMartedì, 28 Settembre 2021 21:29
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