INTERVISTA ALLA SCRITTRICE SARA MONTALI PER I SUOI -FIORI DI CAMPO-
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Redazione- Sara Montali nasce a Parma il 24 marzo 1996. Amante della lettura e della scrittura fin dalle scuole medie, si iscrive al Liceo Classico G.D. Romagnosi di Parma e prosegue gli studi umanistici all’Università di Bologna, laureandosi in Filologia, letteratura e tradizione classica a marzo 2021.Da sempre impegnata nell’ambito associazionistico giovanile e convinta che l’educazione e la scrittura possano cambiare il mondo, intraprende la strada per diventare insegnante nelle scuole secondarie.La scrittura è la sua passione più grande e la accompagna da sempre.Fiori di campo (Edizioni il cuscino di stelle - 2021), la sua prima pubblicazione, deve il suo titolo alla varietà di opere contenute al suo interno: troviamo infatti poesie, testi favolistici e racconti brevi. Proprio come fiori di campo, i brani sono diversi l’uno dall’altro ma accomunati dall’armonia propria delle cose semplici: <<
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Cosa è per te la comunicazione?
Credo che la comunicazione sia un’azione che coinvolge uno o più individui, i quali devono accogliere e ascoltare ciò che viene trasmesso e donare il loro pensiero. Si tratta di un processo in cui ognuno di noi nel corso della vita deve mettersi in gioco.
- Cosa ispira le tue opere/i tuoi scritti?
La mia più grande fonte di ispirazione sono da sempre le emozioni che provo nelle attività quotidiane, nelle esperienze inaspettate e nelle relazioni.
- Cosa ti motiva/ispira nel tuo lavoro? E cosa consigli a chi vuole intraprendere la tua stessa strada?
Personalmente non definirei la scrittura un lavoro, piuttosto una passione, una forte passione motivata dal desiderio di dare forma a ciò che provo e soprattutto alla mia creatività. Da sempre sono una persona curiosa e la scrittura mi permettere di conoscere mondi anche lontani dal mio e di dare vita alla fantasia.
Ciò che consiglio a chi vuole diventare poeta o scrittore è di non mollare, di continuare a coltivare questa passione, ma allo stesso tempo di non forzarla. A ragione, molti scrittori, fra cui Gianluca Morozzi, di cui seguo i corsi di scrittura creativa, dicono che è necessario esercitarsi ogni giorno, perché qualcosa che si mette in pratica sempre diventa parte di noi. Credo, però, che questo ottimo consiglio valga solo per la prosa. La poesia è qualcosa di totalmente ispirato, che non si può forzare: bisogna attenderla.
- Una domanda che avresti sempre voluto ricevere e perché?
Cos’è per te la poesia?
La poesia è il potente mezzo attraverso il quale racconto al mondo i sentimenti che suscitano in me le persone, la natura, l’orizzonte, o la lettura di brani antichi. Battito poetico, per esempio, è una delle mie prime poesie e l’ho scritta mentre traducevo autori che amo molto, come Saffo, Euripide, Orazio, Omero. Estate, Neve sui monti, e Alba in collina sono nate dalle emozioni che il camminare nella natura risveglia in me. Cacciatrice di certezze, invece, l’ho scritta pensando ai dubbi di alcune persone a me care. Infine, L’infinità del canto è ispirata al mio fidanzato.
Ho deciso di aprire la raccolta con Arcobaleno di emozioni perché racchiude, a mo’ di proemio, ciò che si leggerà dopo>>.
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