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INTERVISTA A GIUSEPPE SURICO, AUTORE DEL ROMANZO- TERRE VIOLATE E MAI DIMENTICATE-

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Redazione- Abbiamo voluto intervistare l'autore del romanzo"Terre Violate e Mai Dimenticate" Giuseppe Surico:<<

So che è arrivato alla scrittura in età adulta.Ci racconta come e perché ha deciso di scrivere?

Molti pensano che Facebook sia un grande spione che entra nella vita privata e riesce a pilotare le scelte: cosa comprare, cosa pensare della società in cui si vive e, secondo qualcuno, anche a fare cambiare idea.In tutto questo non ho mai creduto, perché la mia vita è senza segreti.Occupo un posto nella società e cerco di mantenerlo pulito e ordinato, come una dimora.Per questo ho deciso di scrivere su Facebook, perché non ho niente da nascondere, ma molto da dire.È cominciato tutto per gioco su un gruppo FB del mio paese, rispondevo a qualche post sul passato ed ho notato che i miei commenti, suscitavano interesse. Sono stato invitato dall’amministratore della pagina, Domenico Rizzi, un mio caro amico, a raccontare storie del passato ed è così che è cominciata la mia avventura di scrittore naif, come m’identificano dotti personaggi della cultura pugliese e lucana.A pubblicare il mio primo libro mi ha spinto la scrittrice prof. Margherita Lopergolo, assidua lettrice della mia pagina dove pubblico tutti i giorni.Nel 2017 mi ha mandato un messaggio: ”Ciao, Giuseppe, sono una tua lettrice di Montescaglioso, leggo la tua pagina tutte le mattine, perché i tuoi scritti non li fai diventare libro?”Così mi ha fatto conoscere la casa editrice Lilit Books che ha pubblicato i miei due libri di narrativa: “Racconti del Braciere”, 2018 e “Terre d’amore e desideri”, nel 2020

2 Ci vuole raccontare qualche cosa de “I racconti del Braciere”?

 

È un libro autobiografico, ho voluto rievocare i miei ricordi e le storie che gli adulti raccontavano intorno al braciere d’inverno o al fresco, nelle sere d’estate.In inverno, la scuola della vita era rappresentata dalla famiglia; come maestri gli adulti: i nonni o i genitori, gli altri dovevano tacere.Ho voluto cominciare a raccontare i giorni di maggio e tutto ciò che avviene per arrivare alla settimana dei festeggiamenti: il giorno venti di quel mese, infatti, è la festa della nostra protettrice “Maria Santissima Mater Domini”La storia dell’infanzia negata ai bambini poveri che non andavano neanche a scuola, perché per una famiglia povera e numerosa, togliere una bocca da sfamare significava più cibo per tutti e a sette anni si era considerati già adulti, pronti ad affrontare un lavoro da pastore.Con i racconti del braciere ho messo in evidenza come s’imparava l’ABC della vita.Poi ho voluto raccontare dei ragazzi di bottega, vere e proprie fucine per artigiani: da bambino imparavi un mestiere.I personaggi descritti sono quelli della vita quotidiana di paese e inoltre qualche avvenimento importante come il matrimonio sfarzoso dei figli dei padroni, dove gli operai partecipavano fino all’inizio dei festeggiamenti, poi dovevano nascondersi, non servivano più.Alla fine ho voluto descrivere la fuitina, la ribellione dei giovani ai matrimoni combinati dai loro genitori.

3) Alla luce di quella povertà, fatica, miseria in cui ruotano i suoi personaggi, che cosa ne pensa delle agiatezze del mondo di oggi?

Sono nato ai margini della miseria più nera che l’Italia ha attraversato durante e dopo la Seconda guerra mondiale, che aveva portato distruzione e fame specialmente nella parte meridionale dell’Italia in cui hanno vissuto i miei genitori e i loro coetanei: più di tre milioni di emigrati all’estero!Le prime nazioni ad aprirci le porte furono i francesi e i belgi, a seguire, le altre nazioni europee.Ho visto la trasformazione della vita degli uomini, quando si dava valore al pezzo di pane, si mangiava e rispettava tutto ciò che la terra offriva, perché per ottenerlo si doveva faticare duramente.Tutto ciò ha avuto fine quando il cosiddetto progresso si è affacciato nella vita quotidiana e si cominciava a sostituire le braccia con i macchinari e il mondo che diceva: “speriamo che mangiamo, “cominciò a far circolare le cambiali, che sostituirono il baratto e fece apparire il benessere apparente.Si è giunti così al mondo dell’apparire: belli fuori a ogni costo, dove le persone hanno perso la loro identità e corrono dietro al futile!Basta pensare al successo di alcuni trasmissioni come: “Uomini e donne” e” Il grande fratello.”Vale la pena di vivere quella vita?Forse andiamo verso l’annullamento di noi stessi e di ciò che è rimasto del passato.I miei personaggi sono morti fisicamente e anche nella mente dei loro posteri.Le agiatezze di oggi sono l’anticamera della schiavitù del futuro degli uomini.Spero che i figli del domani non siano robot, ma persone vere.

4)I suoi personaggi sono di scolarizzazione bassissima, alcuni addirittura analfabeti, eppure hanno una certa intelligenza, furberia e forte passione. Come si possono combinare tutte insieme e tracciare personaggi così delineati?

Il mondo rurale è stato dimenticato, il suo posto è stato preso dal consumismo sfrenato: si cerca di stare dietro ai tempi, si aspetta l’avanguardia tecnologica per appropriarsene, ormai siamo degli automi, si pensa al domani dimenticando l’oggi e s’ignora il passato.Non abbiamo ereditato il vivere la vita momento dopo momento, lo star bene e l’osservazione dell’essere umano e il suo circondario.I miei personaggi sono frutto di un’attenta osservazione da parte di me bambino, della vita che mi circondava, apprezzarne tutte le qualità, pregi e difetti e farli rivivere con la speranza che il mio messaggio arrivi ai più: la vita bisogna apprezzarla in tutte le sue sfaccettature e la cosa importante è fermarsi a osservare i fiori sui prati, gli animali al pascolo e le persone, dalle più “famose “fino ai più “umili”, perché ognuno di noi è importante per gli altri.Per questo i miei personaggi pensavano prima di agire, dando il giusto valore a tutto, perché studiavano all’università della strada in mezzo agli uomini, sapendo che niente era dovuto, ci si costruiva la vita secondo proprio comportamento.

 

5)È diverso scrivere in pandemia?Quando ha influito l’emergenza sanitaria sulla sua quotidianità.E nella scrittura?

Per uno scrittore come me, se tale posso definirmi, la scrittura è un momento di evasione dal mio stato di pensionato, infatti non ho orari ben definiti, scrivo di giorno e qualche volta anche di notte.In questo periodo di pandemia, oltre a pubblicare la mia solita pagina giornaliera, con i miei scritti (poesie e racconti)ho partecipato a cinque Antologie e a un concorso di poesia in vernacolo pugliese, dove ho vinto il rimo premio territoriale Jonico.L’emergenza sanitaria mi ha sciolto le ali come Icaro, un amante della natura come me, che in primavera va alla ricerca del bello!Rimanere chiuso in casa è stato come stare in una prigione senza le sbarre, io ho sofferto molto, come un bambino al quale si regala un giocattolo e mentre gioca lo si toglie.A me, questa emergenza, ha tolto il volo dei falchi in Gravina, la ricerca di farfalle mentre si posano sopra un fiore, le orchidee selvatiche e l’appartenenza alla natura che a primavera esplode nei suoi colori più belli!Tutto questo mi ha tolto l’emergenza sanitaria nella mia quotidianità.Nella scrittura ho soltanto incentivato il mio scrivere emozioni, sporcato fogli di carta col mio stato d’animo e darlo in visione a molte persone che mi seguono.

6)Di tutti i personaggi di cui hai narrato ce n'è uno a cui è particolarmente affezionato?

Perché?

Il personaggio a cui sono affezionato è Filippo, il ragazzo assetato di notizie per arricchire le sue conoscenze e voler capire il mondo degli uomini e studiare per non commettere gli stessi errori di chi, a suo parere o al giudizio di suo nonno, sbagliava.Ecco perché quel ragazzo sono io e tutti i personaggi dei miei scritti sono il frutto dei miei ricordi, che continuerò a scrivere fino a quando la salute e la forza di volontà mi accompagneranno.Passeranno prima sulla mia pagina Facebook e poi su carta, perché come mi disse la mia amica scrittrice prof. Margherita Lopergolo, gli scritti su carta si lasciano ai posteri e un vero lettore vuol sentire l'odore della carta, questo è il mio progetto futuro e ringrazio la dottoressa Antonella Griseri e il dottor Marco Cattarulla di aver alimentato ancora di più la mia fiammella narrativa per affermare che la Storia siamo noi, gli abitanti della quotidianità, senza riflettori.Per questo a breve uscirà un altro mio libro di terre violate seconda parte con un altro personaggio: “Filomena" a cui i lettori della mia pagina FB si erano tanto affezionati e

sarà edito dall'Associazione Culturale “Il Cuscino di Stelle”>>.

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