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INTERVISTA A DANILO MICHELI AUTORE DEL ROMANZO-CONTRO IL VENTO, CONTRO IL TEMPO - DIARIO DI UN VAGAMONDO-

Copertina Romanzo Copertina Romanzo
Redazione- Abbiamo voluto intervistare Danilo Micheli che, dopo il suo ultimo romanzo appena scritto e pubblicato dalle edizioni IL CUSCINO DI STELLE, così si è espresso:<<Non sono uno scrittore, lo si è, credo dopo un secondo libro, e non so se riuscirò a scriverne un secondo. Vorrei solo dare una testimonianza di vita, non conformarmi a un modello incompleto, insoddisfacente e reagire a una inadeguatezza. Possibile una vita fatta solo di questa quotidianità?Refrattario a schemi consolidati cercavo altre soluzioni. Perditempo, nullafacente, evanescente, ero preso per tale, rischiavo e sono stato biasimato per ciò, ma volevo più di un lavoro, di un’at-tività, di una vita. Ero inquieto, insoddisfatto e…visionario. Oggi sembra essere un difetto, ma per me è stata la molla di lancio.Viaggiare per me significa non appartenere, svincolato da leggi e territorio, completamente libero nel luogo in cui mi trovo. Appena le regole, gli indirizzi, le abitudini mi imbrigliavano, partivo per nuove direzioni, non spettavo ad alcuna Nazione, l’unica seccatura era questo passaporto che mi legava all’origine, neces-sario per varcare frontiere, dove sempre subiamo controlli invasivi.

Che cosa significa, secondo lei, comunicazione?

Per me la comunicazione è passare sensazioni, emozioni, umori che potranno essere percepiti solo da quell'umanità che è sintonizzata sulla stessa lunghezza d'onda di chi comunica. Così io sono accessibile a quella parte, sperando però di allargare i consensi, presentando la mia visione. Che non è imposta, ci mancherebbe, è solo la mia angolazione per inquadrare questa umanità incompleta, per me. Mi sforzo per essere obiettivo, narrando una realtà che spero sia provvisoria, con margini di miglioramento, e si vede un ottimismo di fondo nel mio modo di agire.

Ci descriva Danilo Micheli scrittore

Non mi reputo uno scrittore, mi sento un testimone di questo tempo e cerco di viverlo più intensamente possibile e comunicarlo.

Quale è stata la sua esperienza di vita più significativa, quella che ha influenzato di più la sua scrittura?

La geografia a scuola, il viaggio, lo spazio, il movimento, la vita espansa come ho scritto. Non ero fatto per una vita statica, un lavoro di routine. Poi crescendo ho visto che non c'era altra soluzione che raggiungere il mio orizzonte per poi proseguire. Quando ho scoperto attraverso i miei diari di viaggio che destavano curiosità, raccontandoli, ho imparato a scriverli, imprimendogli un ritmo, una prosa credo spontanea, affine agli spostamenti, agli avvenimenti intensi che capitano in un vero viaggio. Se posso parlare di influenze, metterei i racconti di avventura in adolescenza, primo fra tutti: I figli del Capitano Grant di G, Verne, poi gli scrittori della "beat generation" il J, Kerouac dei "Vagabondi del Dharma" il realismo magico di Gabriel Garcia Marquez in "Cent'anni di solitudine" e devo dire anche i testi delle canzoni di F. De Andrè.

Qual è la domanda sui suoi testi che non hai mai ricevuto?

Quasi tutti apprezzano il coraggio e l'avventura, ma la vera molla era la profonda curiosità, la conoscenza, l'apprendimento, la dilatazione di coscienza che mi spingeva a viaggiare, che praticamente annullava le due componenti che mi attribuivano. Raramente notano che esiste un fondo di tristezza nella ricerca, una ritirata, una sconfitta alla fine di questo libro>>.

DANILO MICHELI

CONTRO IL VENTO, CONTRO IL TEMPO - DIARIO DI UN VAGAMONDO (edizioni il cuscino di stelle)
PAG 170
ISBN: 978-88-32014-13-6
EURO 15

 

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