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NAPOLI - AUMENTANO I CASI DI EPATITE A, 54 RICOVERATI ALL'OSPEDALE COTUGNO

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Redazione-  Sono 54 i pazienti, ricoverati per epatite A, nei reparti all'ospedale Cotugno di Napoli. Un dato, che supera la media stagionale e ha attirato l'attenzione degli esperti, pur senza configurare una vera e propria emergenza sanitaria. A fare il punto è Raffaele Di Sarno, responsabile del pronto soccorso infettivologico e pneumologico dell'ospedale napoletano, che sottolinea come "i pazienti stiano tutti bene" e presentino "epatiti non complicate della malattia e, quindi, non destino preoccupazioni".L'età media dei pazienti è tra i 30 e i 40 anni. Secondo quanto riferito ai medici un elemento comune emerge con chiarezza: tutti hanno mangiato frutti di mare crudi, ostriche o cozze. I casi non si limitano al capoluogo campano, ma risultano diffusi in tutta la provincia di Napoli e anche nel Casertano con segnalazioni analoghe anche da altri ospedali. L'aumento dei contagi, spiega il medico,"Evitare di consumare frutti di mare, o comunque che siano consumati cotti, facendoli bollire almeno per 4 minuti" avverte. Sulla diffusione del virus da epatite A, il medico del Cotugno aggiunge: "Il contagio è orofecale e le mani sono un veicolo importante. Se una persona ha l'epatite ma non sa di averla, non si pulisce bene le mani e poi tocca una mela o una banana, la persona che poi mangerà quella mela può contrarre l'epatite. Questa è la via di trasmissione interumana, poi c'è chiaramente l'ingestione di alimenti non di origine conosciuta".

Dal medico arriva, poi, "un'indicazione unica importantissima: la vaccinazione. Si possono vaccinare tutti i bambini da un anno e chiaramente anche gli adulti. La vaccinazione è sicura, tranquilla, abbiamo un vaccino con virus inattivati, quindi privo di rischi e dà una copertura entro 15 giorni della somministrazione, con un eventuale richiamo dopo 6 mesi", spiega Di Sarno.

Ultima modifica ilMartedì, 24 Marzo 2026 09:53

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