ALLENTATA LA PROTEZIONE PER IL LUPO: UNA SVOLTA PER LA GESTIONE FAUNISTICA
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Redazione- La recente decisione a livello europeo di declassare lo status di protezione del lupo è stata accolta con favore da diverse organizzazioni agricole e zootecniche in Italia, che la considerano un passo fondamentale per una gestione più equilibrata della specie. Questo cambiamento normativo, che modifica la direttiva Habitat, permette ora di considerare il lupo non più come una specie rigorosamente protetta, ma come una specie di interesse comunitario, aprendo la porta a piani di prelievo selettivo mirati nelle aree dove i conflitti con le attività umane, in particolare l'agricoltura e l'allevamento, sono più intensi.
Le associazioni di categoria, come Confagricoltura e Coldiretti, hanno espresso soddisfazione, definendo la decisione "razionale" e un "segnale positivo". Sottolineano come l'aumento esponenziale della popolazione di lupi abbia causato danni economici ingenti agli allevatori, con migliaia di capi di bestiame predati ogni anno. In particolare, in zone come la Maremma, la situazione è descritta come insostenibile, mettendo a rischio la sopravvivenza di molte aziende agricole.
Sebbene il prelievo selettivo sia visto come un'ultima risorsa, viene riconosciuta la sua importanza come strumento per mitigare i conflitti e tutelare chi lavora e mantiene vive le aree rurali. Tuttavia, alcuni mettono in guardia sulla necessità di dati aggiornati e strumenti efficaci per garantire che le misure di gestione siano realmente incisive, dato che le stime attuali potrebbero non riflettere l'effettiva diffusione e consistenza della popolazione lupina.
D'altra parte, organizzazioni ambientaliste come la LAV esprimono contrarietà, sostenendo che l'abbattimento non sia la soluzione e che gli allevatori debbano concentrarsi sull'adozione di misure preventive più efficaci, come recinzioni adeguate e cani da guardiania. Viene inoltre evidenziata l'importanza del dialogo e della coesistenza pacifica tra uomo e fauna selvatica, citando esempi virtuosi di convivenza in altre aree.
La nuova normativa prevede un prelievo massimo nazionale di 160 esemplari, con la Toscana che ne avrà assegnati 22.
Questo cambiamento segna un punto di svolta nella gestione del lupo, bilanciando la necessità di conservazione della specie con la tutela delle attività economiche e della vita nelle campagne.
Fonte: lanazione.it
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