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LA LEGGE PROTEGGE LA SCELTA ETICA DEI PROPRIETARI TERRIERI: STOP ALLA CACCIA SENZA CONSENSO

Cacciatore Cacciatore

Redazione-  In una decisione epocale, il Consiglio di Stato ha confermato che i proprietari terrieri hanno il diritto di vietare la caccia sui propri terreni invocando motivazioni di natura etica. Questa sentenza storica accoglie il ricorso presentato da diverse associazioni per la difesa degli animali contro la Regione Emilia-Romagna e i comitati territoriali di caccia della provincia di Ravenna.

La questione riguardava il rifiuto della Regione di accogliere la richiesta di una cittadina di Riolo Terme di escludere la sua proprietà dai piani faunistico-venatori, basandosi su un'interpretazione troppo restrittiva della legge. Le associazioni animaliste, supportando la cittadina, hanno portato il caso al massimo organo della giustizia amministrativa, che ha ribaltato la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR).

Il Consiglio di Stato ha chiarito in modo inequivocabile che né la normativa nazionale né quella europea permettono alle Regioni di limitare i motivi per cui un proprietario può richiedere l'esclusione dei propri terreni dall'attività venatoria. La legge, infatti, consente queste richieste purché non compromettano concretamente l'attuazione dei piani faunistici. Tra le motivazioni legittime, oltre a quelle ambientali, agricole o di sicurezza, sono esplicitamente incluse anche ragioni etiche e morali.

La sentenza specifica inoltre che un eventuale diniego all'esclusione, se motivato da presunta incompatibilità con i piani faunistici, deve essere supportato da prove concrete, dati verificabili e motivazioni puntuali, non da affermazioni generiche o astratte.

Gli avvocati che hanno curato il ricorso hanno sottolineato l'importanza di questo pronunciamento, che rafforza il principio di legalità, limita l'arbitrarietà delle decisioni regionali e tutela pienamente il diritto dei cittadini a non vedere la propria terra utilizzata per attività in contrasto con le proprie convinzioni etiche.

Le associazioni per la protezione degli animali hanno evidenziato come questa sentenza si rifaccia anche alla giurisprudenza europea in materia di diritti umani, segnando un passo avanti verso un rapporto più consapevole e rispettoso tra esseri umani, animali e ambiente.

Questa vittoria, sottolineano gli animalisti, non solo risolve un caso specifico, ma apre la strada a una maggiore tutela per i proprietari terrieri, la fauna selvatica e l'ecosistema, mettendo un freno a interpretazioni legislative distorte da parte delle amministrazioni regionali.

La presidente di LNDC Animal Protection ha espresso grande soddisfazione per questo importante successo, ottenuto grazie all'impegno del loro ufficio legale.

L'associazione si impegna a continuare a utilizzare tutti gli strumenti legali a disposizione per contrastare la gestione della fauna basata sulla violenza e promuovere invece modelli di convivenza rispettosi e scientificamente fondati.

 

 

Fonte: greenreport.it

2 commenti

  • Martino
    Martino Mercoledì, 11 Febbraio 2026 13:50 Link al commento Rapporto

    Salve vorrei sapere di preciso cosa devo fare per evitare che i cacciatori entrino nella mia proprietà?
    Devo recintarla per forza ?
    Devo mettere dei cartelli con divieto di cacciare?
    Basta che quando c'è qualcuno gli dica di andarsene fuori dalla mia proprietà?

  • Graziano  perfigli
    Graziano perfigli Martedì, 10 Febbraio 2026 13:07 Link al commento Rapporto

    Finalmente uno spiraglio di civiltà ,grazie .

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