LUPO DECLASSATO DA SPECIE “SUPER PROTETTA”: IN ARRIVO NUOVE MISURE DI CONTENIMENTO
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Redazione- Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della direttiva Habitat, l’Italia ha recepito il downgrade previsto dall’Unione europea: il lupo non è più “super protetto”, ma semplicemente “protetto”. Questo cambiamento, benché non autorizzi automaticamente la caccia indiscriminata, apre la porta a interventi di gestione più diretti e meno vincolati rispetto al passato.
Il declassamento consente alle autorità competenti di adottare forme di controllo della specie per fronteggiare eventuali criticità legate a branchi o esemplari problematici. In particolare, sono allo studio sterilizzazioni, catture e, in casi estremi, abbattimenti. Per dare forza legale a queste novità, Governo e Regioni stanno perfezionando un apposito decreto, atteso per la prossima Conferenza Stato-Regioni.
“Nella riunione odierna le regioni hanno sottoposto le loro prime osservazioni e si riservano di presentare ulteriori integrazioni,” spiega la senatrice di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli. “L’iter amministrativo procede secondo i tempi previsti.” La riunione decisiva è fissata per il 5 febbraio, data dopo la quale sarà definita la versione definitiva del provvedimento.
Un punto cruciale è la determinazione del numero effettivo di lupi presenti sul territorio nazionale. L’ultima stima ufficiale di Ispra limita a 160 gli abbattimenti totali possibili su base regionale, ma numerosi esperti e osservatori sostengono che la popolazione sia già sensibilmente più ampia. Solo nell’area riminese, ad esempio, gli ibridi e i branchi selvatici si conteggiano ormai in una novantina di individui, quasi il doppio rispetto a pochi anni fa.
Mentre Roma discute a livello istituzionale, nei territori si moltiplicano le richieste di interventi urgenti. Ieri sera, numerosi cittadini hanno partecipato all’assemblea pubblica organizzata nella sala Macaco di via Marecchiese, nel quartiere 11 di Rimini. Qui i residenti denunciano frequenti predazioni di animali domestici e crescenti situazioni di paura tra le abitazioni a causa della vicinanza dei branchi.
Il prossimo incontro del 5 febbraio sarà quindi decisivo per stabilire entità e limiti degli interventi, bilanciando la tutela della specie con la necessità di garantire sicurezza e tranquillità nelle aree rurali e periurbane.
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1 commento
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Giovanni Domenica, 25 Gennaio 2026 15:38 Link al commentoMa l’opinione della maggioranza del popolo conta o non conta nulla? Pultroppo tutto questo spreco di soldi per un carnivoro inutile che crea una valanga di problemi a dex e a manca si nutre di animali vivi strappando le loro carni creandogli una straziante sofferenza atroce ,tutto questo per l’ignoranza di una cerchia di gente i quali non si rendono conto del forte impatto ambientale che questa specie sta creando .ribadisco il popolo non li gradisce e visto che il popolo è soprano è ovvio che voi non siete nessuno ,per questo dovete smettere di sperperare dei soldi publici per i vostri ideali discutibili
