ALLARME LUPI IN CITTÀ: RAFFICA DI AVVISTAMENTI IN STRADE E PARCHI, CONSIGLI PER PROTEGGERSI
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Redazione- Ancona è al centro di un acceso dibattito a causa di una serie di avvistamenti di lupi in aree urbane e parchi, un fenomeno che sta suscitando preoccupazione tra i residenti. Le segnalazioni, che ricordano scenari quasi fiabeschi ma anche inquietanti, hanno portato a un confronto tra chi teme per la sicurezza e chi cerca di rassicurare la cittadinanza.
Il lupo, figura archetipica nell'immaginario collettivo, evoca da sempre un misto di timore e ammirazione, rappresentando sia la ferocia che la libertà. Dalle favole, dove è spesso l'antagonista, ai miti fondanti come quello della lupa che allattò Romolo e Remo, il suo rapporto con l'umanità è sempre stato complesso.
Secondo Ciro Manente, un noto ricercatore esperto di lupi, gli esemplari avvistati ad Ancona sarebbero giovani in fase di dispersione, alla ricerca di nuovi territori. Spiega che, a seguito della pandemia, i branchi si sono stabiliti nelle colline marchigiane, e i lupi che si avvicinano ai centri abitati sono probabilmente solo di passaggio. Il litorale, in particolare, funge da corridoio naturale per questi animali che transitano per brevi periodi, evitando di entrare in conflitto con altri branchi già insediati nelle zone collinari.
Le autorità forniscono indicazioni precise su come comportarsi in caso di incontro: è fondamentale tenere cani e gatti al guinzaglio, evitare di prendere in braccio il proprio cane per non creare competizione, e in caso di avvistamento, invece di filmare, è consigliabile fare rumore, agitare le braccia e urlare senza stabilire un contatto visivo diretto con l'animale.
Il ricercatore suggerisce che l'adozione di ordinanze comunali, con relative sanzioni per chi non rispetta le norme, potrebbe essere la soluzione più efficace, unitamente a una migliore gestione dei rifiuti organici per ridurre l'attrattiva per gli animali.
Sul fronte istituzionale, è stata presentata un'interrogazione regionale che ha ricevuto una risposta positiva. L'assessore competente ha informato i sindaci sulla possibilità di attivare il protocollo Ispra, che prevede la cattura di esemplari problematici per il loro successivo rilascio in aree idonee.
Tuttavia, questa prospettiva ha scatenato la reazione delle associazioni animaliste. Esse ribadiscono che il lupo è una specie protetta e contestano la facoltà di sindaci, prefetti o regioni di decidere sulla sua cattura. Sottolineano inoltre che eventuali territori liberati verrebbero rapidamente rioccupati da altri branchi. Le associazioni mettono in dubbio anche le stime di una rapida espansione della popolazione lupina, citando un monitoraggio Ispra del 2021 che ha rilevato circa 3.300 lupi in Italia.
Nel frattempo, la presenza del lupo continua ad animare il dibattito cittadino, diventando un argomento di discussione comune nei luoghi pubblici.
Fonte:ilrestodelcarlino.it
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