GIOVANE MILITARE PERDE LA VISTA DOPO IL VACCINO ANTI-COVID PFIZER: RICONOSCIUTO IL NESSO CAUSALE
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Redazione- La vicenda di un giovane militare di carriera, che ha perso completamente la vista a seguito della somministrazione del vaccino anti-Covid Comirnaty di Pfizer, ha portato al riconoscimento ufficiale da parte della Commissione Medica Militare di Bari del legame tra la vaccinazione e la grave patologia sviluppata.
Il militare, all'epoca dei fatti ventiquattrenne e in eccellente stato di salute, si sottopose alla vaccinazione obbligatoria per la sua professione. Dopo la prima dose, iniziò a manifestare disturbi neurologici, inizialmente attribuiti a problemi cervicali. Tuttavia, in occasione della seconda dose, i sintomi si aggravarono drasticamente. Poche ore dopo l'iniezione, il giovane accusò vertigini, sudorazione, nausea e problemi visivi.
Ricoverato d'urgenza, gli venne diagnosticata una trombosi venosa cerebrale complicata da ipertensione endocranica e neuropatia ottica bilaterale. Nonostante le cure mediche abbiano scongiurato il peggio, il danno permanente lo ha reso cieco e inabile al servizio.
Il suo percorso per ottenere il riconoscimento dell'invalidità è stato complesso. Inizialmente, l'INPS gli aveva riconosciuto solo una percentuale di invalidità del 75%. A causa di ciò, e sentendosi abbandonato dalle istituzioni, il militare ha deciso di intraprendere un'azione legale.
Supportato dal suo avvocato, ha presentato una denuncia per effetto avverso al Servizio di Farmacovigilanza e ha contestato il verbale dell'INPS, chiedendo un indennizzo. Il tribunale, tramite un consulente tecnico d'ufficio, ha stabilito un'invalidità al 100% e ha riconosciuto il suo stato di bisogno, concedendogli anche l'indennità di accompagnamento.
Nonostante ulteriori complicazioni mediche, tra cui trombosi, sindrome depressiva e problemi di equilibrio che lo costringono a letto per lunghi periodi, il giovane continua a lottare per ottenere giustizia. Dopo circa tre anni e mezzo dalla presentazione della domanda, la Commissione Medica Militare ha finalmente confermato, all'unanimità, che la vaccinazione ha avuto un ruolo "concausale preponderante" nello sviluppo della sua infermità, soddisfacendo i criteri medico-legali di causalità.
Il militare, con il suo legale, sta ora valutando ulteriori azioni legali per ottenere un risarcimento completo per il danno subito, che spera possa sommarsi all'indennizzo già riconosciuto. La sua storia è un grido di giustizia per chi ha subito gravi conseguenze a seguito di trattamenti sanitari obbligatori.
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1 commento
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Armando Manocchia Giovedì, 01 Gennaio 2026 10:23 Link al commentoQuando si prendono notizie da altre fonti sarebbe deontologico riportarne la fonte. Altrimenti a IO restano gli insulti e agli altri il merito. Buon anno.
