STRADE PUGLIESI IN ALLARME PER I CINGHIALI: 12 INCIDENTI GRAVI, SERVONO MISURE STRAORDINARIE
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Redazione- L’aumento degli ungulati sulle arterie provinciali è diventato un’emergenza per automobilisti e pedoni in Puglia: dall’inizio del 2024 si contano almeno 12 incidenti di una certa gravità provocati da branchi di cinghiali. Numeri che vanno ad aggiungersi ai dati complessivi sugli incidenti stradali raccolti dall’Istat: in regione, nel primo semestre dell’anno, si sono registrati 11.026 sinistri, con 241 vittime e 17.013 feriti, in crescita rispettivamente del 12% e del 14% per incidenti e feriti rispetto al 2023, e di quasi il 4% anche per i decessi (contro il lieve -0,3% nazionale).
Come riporta il quotidiano online " foggiatoday.it ",secondo Coldiretti Puglia, però, il bilancio reale degli scontri con i cinghiali è molto più elevato: “Molti agricoltori non segnalano il danno perché sanno che le compagnie assicurative raramente rimborsano”, spiega l’associazione, basandosi sui dati dell’Osservatorio Asaps. Sul territorio regionale, ogni anno, sarebbero diverse centinaia i sinistri in cui gli ungulati comportano lesioni o danneggiamenti significativi a veicoli e strutture stradali.
“Siamo di fronte a un rischio non solo per le coltivazioni e le aziende agricole, ma anche per chi viaggia su quattro ruote o cammina a bordo strada – afferma Antonio Di Benedetto, responsabile Coldiretti Puglia – Un cinghiale adulto può superare i 150 centimetri di lunghezza e raggiungere i 150 chilogrammi di peso, trasformandosi in un vero pericolo mobile”.
Per far fronte a questa escalation, Coldiretti ribadisce la necessità di dare seguito, in tempi rapidi, al Piano straordinario regionale per la gestione della fauna selvatica, con un’attenzione prioritaria ai cinghiali (Sus scrofa). Il provvedimento, già approvato dalla Giunta regionale su spinta dell’associazione di categoria – che nei mesi scorsi ha organizzato una manifestazione con migliaia di agricoltori davanti al Palazzo della Regione – prevede interventi mirati di contenimento e monitoraggio sul territorio.
“Senza un coordinamento efficace e risorse adeguate, il fenomeno non potrà che aggravarsi”, conclude Di Benedetto, lanciando un appello alla Regione per avviare “senza indugi” le attività previste dal piano e tutelare contestualmente la sicurezza stradale, l’economia rurale e la salute dei cittadini. Nell’attesa, residenti e automobilisti sono invitati a mantenere la massima prudenza, soprattutto nelle ore serali e nelle zone rurali dove la presenza dei branchi è più intensa.
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