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AMBULANZA IN PANNE DURANTE TRASFERIMENTO URGENTE: PAZIENTE CON ICTUS ATTENDE 40 MINUTI IN A25

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Redazione-  Quello che doveva essere un trasferimento rapidissimo per un grave caso di ictus si è trasformato in un drammatico episodio di inefficienza. Nella notte, un uomo di 62 anni di Pratola Peligna è rimasto bloccato sull’autostrada A25 insieme al personale sanitario, dopo che l’ambulanza del 118 su cui viaggiava ha subito un guasto meccanico. La corsa contro il tempo — fondamentale in situazioni tempo-dipendenti come l’ictus — si è interrotta per circa quaranta minuti, in attesa di un secondo mezzo proveniente da Popoli Terme, appartenente a un’altra azienda sanitaria.

Il paziente, attualmente ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Avezzano, è stato poi sottoposto a un intervento chirurgico urgente. Il figlio, che seguiva il veicolo con la sua auto, ha denunciato l’accaduto il giorno successivo, chiedendo di verificare possibili responsabilità legate alle condizioni di manutenzione del mezzo.

La situazione non era ignota: già lo scorso agosto era stato segnalato lo stato fatiscente delle ambulanze in uso al 118 di Sulmona, quando un guasto simile aveva interrotto un altro trasferimento, seppur meno critico. Attualmente, il servizio dispone soltanto di due veicoli, entrambi con un chilometraggio elevato e senza manutenzione programmata. L’ambulanza che si è fermata nella galleria di Cocullo, quella dedicata alle emergenze, ha percorso oltre 200 mila chilometri, mentre il mezzo per i trasporti ordinari ne conta più di 300 mila.

Come riporta il quotidiano online “ ilmessaggero.it “, il malfunzionamento si è manifestato con un rumore anomalo, raccontano gli autisti, prima dell’arresto completo del mezzo. Un carroattrezzi ha poi rimosso il veicolo, mentre il secondo intervento di soccorso ha permesso di proseguire verso Avezzano.

La carenza di ambulanze moderne non riguarda solo Sulmona: criticità simili si registrano anche negli ospedali di Avezzano e L’Aquila, dove le riserve sono state recentemente trasferite, lasciando ampie zone del territorio con risorse minime e veicoli ormai obsoleti.

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