COLLINE CESENATI, BRANCO DI LUPI ASSALE E DIVORA UNA MUCCA GRAVIDA DI 7 QUINTALI
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Redazione- Nelle campagne di Sogliano al Rubicone, ai margini dell’Oasi di Montetiffi, si è verificato un nuovo episodio di predazione da parte dei lupi che sta destando forte preoccupazione tra gli allevatori locali. A denunciarlo è Maurizio Dall’Acqua, socio Coldiretti, che ieri ha trovato uno dei suoi capi completamente sbranato. L’animale, una mucca di circa dodici anni, prossima al parto e dal peso superiore ai sette quintali, pascolava liberamente quando è stata aggredita e trascinata in una zona nascosta, dove è stata divorata nell’arco di due giorni.
Come riporta il quotidinao online "cesenatoday.it", secondo l’allevatore, le tracce rinvenute sul posto non lasciano dubbi: si sarebbe trattato di un branco di almeno cinque esemplari, già avvistati da altri in zona nei giorni precedenti. “Ogni attacco rappresenta una perdita enorme – ha spiegato Dall’Acqua – non solo economica, ma anche emotiva. Siamo costretti a cambiare le nostre abitudini di allevamento, come rinunciare al parto all’aperto, e viviamo costantemente con il timore di nuovi assalti. Le istituzioni sembrano non vedere la gravità della situazione”.
Coldiretti Forlì-Cesena ricorda che non si tratta di un caso isolato: episodi analoghi stanno diventando sempre più frequenti nelle aree collinari del Cesenate, in particolare tra Sogliano, Mercato Saraceno e paesi vicini. Negli ultimi due anni, il fenomeno avrebbe registrato un incremento significativo, mettendo in seria difficoltà le aziende zootecniche.
Pur riconoscendo l’importanza del lupo per la biodiversità, l’associazione degli agricoltori sottolinea come la convivenza stia diventando insostenibile sia per la sopravvivenza economica delle imprese agricole, sia per la sicurezza delle persone, vista la crescente vicinanza dei predatori a case, stalle e campi coltivati.
Il direttore di Coldiretti Forlì-Cesena, Alessandro Corsini, lancia l’allarme: “Gli allevamenti di razza romagnola sono ormai rari. Senza interventi rapidi rischiamo di perdere un patrimonio genetico e culturale legato al territorio”.
L’organizzazione chiede azioni immediate e coordinate: monitoraggio continuo, barriere elettrificate, utilizzo di cani da guardiania, indennizzi tempestivi e mirati, oltre a un supporto economico per chi non può sostenere autonomamente le spese di protezione. Alla luce del recente passaggio del lupo da specie “particolarmente protetta” a “protetta”, Coldiretti propone anche l’adozione di misure di contenimento per gli esemplari più confidenti.
“Non siamo contro il lupo, ma vogliamo tutelare la dignità e il futuro degli allevatori – ribadisce il presidente provinciale Massimiliano Bernabini – continueremo a far sentire la nostra voce finché non vedremo politiche concrete applicate sul territorio”.
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