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QUANDO LA CACCIA DIVENTA UN PERICOLO: LA TRAGICA FINE DEL CANE - ROCKY -

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Redazione-  Tragedia nel Torinese, dove il corpo senza vita di Rocky, un cane di dieci anni amato da tutta la comunità, è stato ritrovato il 12 ottobre nel terreno di famiglia, a pochi metri dalla pista ciclabile che percorreva ogni giorno. L’animale è stato ucciso da un colpo di fucile da caccia. La scoperta ha sconvolto il piccolo centro e riacceso il dibattito sulla sicurezza delle attività venatorie.

Scomparso il 7 ottobre, poco dopo il pranzo, Rocky non si era mai allontanato troppo da casa. Nei giorni della sua sparizione, nella zona era in corso una battuta di caccia al cinghiale, sebbene in un’area dove l’attività venatoria risulta vietata. Le indagini successive hanno confermato che il cane è stato colpito al torace con un’arma da fuoco.

Nonostante il numero limitato di cacciatori presenti in zona, al momento non è stato individuato il responsabile. La Lega Antivivisezione (Leal) ha sporto denuncia, chiedendo alle autorità di fare piena luce su quanto accaduto.

«Non possiamo restare in silenzio di fronte all’uccisione di un animale innocente — ha dichiarato Gianmarco Prampolini, presidente della Leal — Rocky era parte della sua famiglia e la sua morte rappresenta anche la ferita di un legame umano». L’associazione sottolinea come la diffusione delle attività di caccia, unita alla scarsa sorveglianza delle aree interdette, rappresenti un pericolo costante per animali domestici e cittadini.

Profondamente addolorato anche Antonio Celestino, il runner che aveva accolto Rocky come un compagno di vita e con cui il cane avrebbe dovuto trascorrere l’inverno: «Per oltre dieci anni ha condiviso con me ogni corsa, libero e felice. Ora chiedo giustizia per lui».

La Leal invita le istituzioni a rafforzare i controlli sul territorio e a garantire il rispetto delle zone di divieto, affinché simili episodi non si ripetano. «Non è solo un cane a essere stato colpito — ha aggiunto Prampolini — ma la fiducia delle persone nel poter vivere serenamente vicino alle proprie case. La caccia, se mal regolata, è un pericolo reale per tutti».

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