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ONU - SALA VUOTA MENTRE PARLA NETANYAHU, FISCHI DURANTE IL DISCORSO

Diplomatici in uscita Diplomatici in uscita

Redazione-  Disordini sotto l'Hotel dove alloggiava il presidente Israeliano, e contestazioni fuori dall'ONU. Non si è placato nenache in aula, la contestazione, infatti più di 100 diplomatici di oltre 50 Paesi - non solo quelli con popolazione a maggioranza islamica - abbandonano l'aula all'ingresso di Bibi tra fischi e buu. Tra loro, in mezzo al pubblico, anche Ruby Chen, padre dell'ostaggio israeliano Itay Chen, in segno di protesta perché Netanyahu non ha nominato il figlio nella lista dei prigionieri perché ritenuto morto. Gli applausi arrivano solo dalle delegazioni americana, senza l'ambasciatore Mike Waltz, e israeliana.Netanyahu ha atteso impassibile che finissero le contestazioni e i richiami all'ordine. Poi ha iniziato il suo durissimo discorso, attaccando gli Stati che nei giorni scorsi hanno riconosciuto lo Stato palestinese, negando genocidio e fame a Gaza e lanciando un ultimatum ad Hamas per la liberazione degli ostaggi e il disarmo. Il premier non ha tuttavia evocato l'annessione della Cisgiordania: ne parlerà lunedì alla Casa Bianca con Donald Trump, che ieri però ha già promesso di impedirla e che, mentre l'alleato parlava all'Onu, annunciava un probabile imminente accordo su Gaza. Bibi ha accompagnato il suo intervento con mappe, quiz e un QR code sulla spilla della giacca che ha incoraggiato a scansionare per visualizzare le atrocità di Hamas del 7 ottobre. Inoltre ha riferito che il suo discorso era trasmesso dagli altoparlanti a Gaza e anche sui telefoni dei residenti della Striscia, rivolgendosi in ebraico direttamente agli ostaggi: "Non vi abbiamo dimenticati, nemmeno per un secondo".Bibi ha iniziato celebrando la più straordinari rivincita militare della storia da parte di Israele, quella dopo il giorno più buio, il 7 ottobre 2023.

Quindi ha mostrato una mappa del terrore dell'Iran, ringraziando Trump per le sue azioni "coraggiose e decise" contro il regime degli ayatollah, e passato in rassegna, uno dopo l'altro, i successi di una guerra su sette fronti: da Teheran a Damasco, dagli Houthi a Hezbollah fino ad Hamas, i cui "ultimi resti sono asserragliati a Gaza City". Israele "deve portare a termine il lavoro e vogliamo farlo il più velocemente possibile", ha ammonito prima di lanciare un ultimatum ai militanti: "Liberate gli ostaggi ora, e deponete le armi. Se lo farete vivrete, se non lo farete vi daremo la caccia".

Ultima modifica ilSabato, 27 Settembre 2025 11:24

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