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TRE GIORNI DI PAURA IN MONTAGNA: 84ENNE RITROVATO VIVO DOPO OLTRE 60 ORE SENZA CIBO NÉ ACQUA

Cesare Marchetti Cesare Marchetti

Redazione-  Un autentico miracolo quello che si è compiuto sulle montagne di Santa Lucia di Pescorocchiano, tra i confini delle province dell’Aquila e di Rieti. Cesare Marchetti, 84 anni, originario di Roma ma residente a Terracina, è stato ritrovato vivo dopo essere rimasto disperso per più di due giorni e mezzo in una zona impervia. L’uomo, affetto da Alzheimer, era scomparso al tramonto di mercoledì 3 settembre, facendo temere per la sua incolumità a causa delle notti gelide e della mancanza di acqua e cibo.

Alle ricerche hanno preso parte vigili del fuoco, soccorso alpino, guardia di finanza, protezione civile, carabinieri, polizia e unità cinofile, in un imponente spiegamento di forze che non ha mai smesso di battere palmo a palmo la zona.Come riporta il quotidiano online "ilcentro.it", dopo 63 ore di angoscia, la svolta è arrivata grazie all’intuito di due poliziotti fuori servizio, il sovrintendente Massimiliano Palluzzi e il vice sovrintendente Augusto Vulpiani, quest’ultimo in servizio all’Aquila.

I due agenti, recatisi di buon mattino in un castagneto in località Santa Lucia di Giove Rotondo, hanno udito dei lamenti provenire da un fossato poco distante. Avvicinandosi, hanno trovato l’anziano a terra, confuso ma cosciente e in condizioni fisiche insperate, considerata la lunga permanenza all’addiaccio. La sua prima richiesta, non appena si è reso conto di essere stato salvato, è stata quella di poter tornare a casa, a Terracina.

Immediatamente è stato dato l’allarme al 112: sul posto è intervenuto l’elisoccorso che ha trasportato Marchetti all’ospedale De Lellis di Rieti. I medici hanno confermato un quadro clinico sorprendentemente buono, seppur con chiari segni di disidratazione che avrebbero potuto avere conseguenze fatali se fosse rimasto ancora a lungo esposto.

Resta un mistero come l’uomo sia finito in quel fossato e come abbia trascorso quelle interminabili ore.

Domande che probabilmente rimarranno senza risposta, considerando le difficoltà legate alla malattia. Ma ciò che conta, in questa vicenda, è il lieto fine: l’anziano è salvo e presto potrà riabbracciare la sua famiglia.

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