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ALLARME ANNEGAMENTI NEI LAGHI. QUATTRO MORTI IN UN MESE

Lago Lago

Redazione-  Una situazione che ogni anno si ripete, e dal primo giugno sono già quattro le persone annegate nei laghi italiani. Spesso si tende infatti a sottovalutare i rischi delle acque lacustri, sbagliando. Le difficoltà invece ci sono, e vanno tenute a mente. Prima di tutto, l’acqua dolce ha una densità minore rispetto a quella salata: quando ci si immerge, la parte del corpo che esce fuori dal pelo dell'acqua è tendenzialmente minore e quindi si fa più fatica per nuotare e stare a galla. Nei laghi l'insidia maggiore sono i mulinelli, e il fondale instabile e salmastro.Un'altra insidia è rappresentata dai mulinelli prodotti dagli emissari e immissari, anche sotterranei, del lago: se si viene risucchiati, spiegano gli esperti, ci sono due modi per provare a uscirne anziché sprecare energie per provare a resistere alla corrente. Uno è di restare in posizione verticale, pedalare verso il fondo, per poi ritirare le gambe con una simultanea azione delle braccia n questo modo s'imprime al corpo un movimento rotatorio su se stesso uguale a quello del mulinello. L'altro, più complicato, è di prendere aria e di scendere giù con la testa verso il centro del mulinello dove la velocità di rotazione è prossima a zero e poi nuotare lateralmente per uscire dal vortice.

C’è poi il rischio di restare impigliati nelle piante acquatiche che spesso affiorano vicino alla superficie con il pericolo di farsi prendere dal panico.

Ultima modifica ilLunedì, 15 Luglio 2024 21:55

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