CARSOLI - PRESIDIO DI PROTESTA DEGLI ALLEVATORI ED AGRICOLTORI DELLA PIANA
- Scritto da Ivan Cicchetti
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Redazione- Il 10 Febbraio dalle 9 alle 17, all'uscita del casello autostradale CARSOLI - ORICOLA , ci sarà il presidio di protesta degli allevatori e degli agricoltori della Piana del Cavaliere.Una protesta che dilaga in tutta Europa con un unico comune denominatore: l'opposizione alle politiche del Green Deal, ma le ragioni della rabbia degli agricoltori hanno sfumature diverse per ogni Paese dell'Unione.Prima la Germania e la Francia, poi l’Italia e, adesso, anche la Spagna e la Grecia sono in balia della protesta dei trattori che, come molti analisti sono pronti a scommettere, diventerà uno dei temi centrali per le elezioni europee di questa primavera. Le rivendicazioni, degli agricoltori e allevatori d'Europa, sono comuni: redditi e aiuti più alti, no ai rigidi paletti del Green Deal che, secondo molti agricoltori non farà altro che altro che rendere il settore agricolo europeo meno competitivo rispetto alle importazioni. Si chiedono anche maggiori tutele dagli eventi climatici estremi, dal caro energia, dalle epidemie come l'aviaria e dalla concorrenza sleale del resto del mondo. Simboleggiata da accordi - Mercosur in testa - che, nella visione del settore soprattutto francese, favoriscono l'invasione sul mercato europeo di prodotti con standard dubbi e prezzi più bassi. Una collera davanti alla quale Bruxelles ha tentato di mettersi al riparo proponendo di rinnovare per un altro anno - tra giugno 2024 e giugno 2025 - le agevolazioni agricole e commerciali concesse a Kiev, combinandole però con salvaguardie rafforzate chieste a gran voce dagli agricoltori di frontiera, quelli di Ungheria, Polonia, Slovacchia, Repubblica ceca e Romania. Poi è arrivata anche la proposta, fortemente voluta da Parigi, di tenere ancora sospesi gli obblighi previsti dalla nuova Pac di mettere a riposo il 4% dei terreni a seminativo per poter ottenere i finanziamenti comunitari. Tutte misure accolte con soddisfazione dall'Eliseo, pronto però a dare nuova battaglia sull'accordo di libero scambio con i Paesi sudamericani.
E che anche per Coldiretti, presente a Bruxelles a nome di agricoltori e allevatori italiani, rappresentano soltanto "un primo risultato" per ottenere lo stralcio "definitivo" dell'obbligo del maggese.
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