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CONTINUANO GLI AUMENTI PER I CONSUMATORI, LA PASTA A +38 %

Pasta Pasta

Redazione- Una situazione alla deriva, quello del caro prezzi che i cittadini si trovano giorno per giorno. Con l'inizio dell'anno prezzi da capogiro su moltissimi prodotti, mentre il governo pensa alle elezioni del Presidnete della Repubblica, il costo della apsta è lievitato del 38%. Addirittura si parla che tra Febbraio e Marzo il costo lieviterà di un altro 20%. Gli effetti già si vedono. Un chilo di pasta, che a settembre la grande distribuzione comprava a 1,10 euro, ora ne costa 1,40. E per la fine di gennaio arriverà a 1,52 euro. Un aumento del 38%. È la situazione descritta da Vincenzo Divella, amministratore delegato dell’omonimo pastificio, che non esclude altri aumenti.In Italia i costi delle semine sono praticamente raddoppiati sull’onda della salita del 50% del prezzo del gasolio necessario alle lavorazioni dei terreni. Non c’è solo questo aspetto. Ad aumentare sono anche i costi dei mezzi agricoli, dei fitosanitari e dei fertilizzanti che arrivano anche a triplicare. L’allarme arriva da Coldiretti che evidenzia che gli effetti del balzo dei costi energetici colpisce l’intera filiera: dai campi, all’industria, fino ad arrivare agli scaffali di pasta e pane. «Nonostante questo, il grano duro italiano è pagato agli agricoltori nazionali meno di quello proveniente dall’estero che pesa per il 40% sulla produzione di pasta – dice Coldiretti –. La produzione importata in Italia, soprattutto dal Canada, è ottenuta peraltro con l’uso del diserbante chimico Glifosato in preraccolta, vietato in Italia. Il nostro Governo, oltre a non controllare l'aumento dei prezzi, preerisce il grano estero, pieno di concimi, a quello quasi Bio Nazionale. La risposta non è per una economia globale, ma per una politica Nazionale, che non vede il fine reale , cioè dare un prezzo basso per la popolazione, ma altre sfre

geo-economiche e politiche delle grandi stanze del Governo. 

Ultima modifica ilVenerdì, 21 Gennaio 2022 21:07

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