ATTENZIONE: SIETE NELL'ARCHIVIO STORICO. SCOPRITE LE NOTIZIE DI OGGI SUL NOSTRO NUOVO SITO !

Arrow up
Arrow down

le vostre notizie a portata di web

Log in

CORONAVIRUS: LA SECONDA ONDATA QUASI UNA CERTEZZA. ECCO DOVE COLPIRA’ DI PIU’

Covid-19 Covid-19

Redazione- Chi sperava di veder sparire il coronavirus con il caldo e l’estate potrebbe doversi ricredere.Stando alle stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Covid-19 tornerà, sembra in autunno, colpirà ancora l’Europa, sembra!Se la situazione nel nostro continente è in progressivo miglioramento, non si può dire lo stesso del Sud America, in piena pandemia.Nell’analisi realizzata dal The Guardian vengono messi in correlazione sia i dati sul Covid che il tracciamento della risposta dei Governi, preso in esame dall’Università di Oxford. Quello che emerge in particolare è che – a rischiare maggiormente – sono Paesi una seconda ondata sono quelli che hanno gestito l’emergenza in maniera meno rigida. Italia e Spagna parrebbero non rientrare in questa categoria.I due Paesi infatti hanno quasi da subito attuato norme particolarmente rigorose per contenere la diffusione dell’epidemia.Tra i Paesi che hanno adottato invece regole meno restrittive di contenimento e quindi adesso rischiano di più ci sono gli Stati uniti, la Germania e la Svizzera.Questi ultimi due hanno visto il tasso di contagio superare la quota uno nell’ultima settimana. In nove Paesi, dove la pandemia ha colpito in modo più duro e i governi hanno risposto meno severamente, si registra adesso un numero di casi in continua crescita.Lo studio del Guardian arriva di pari passo con la comunicazione dell’OMS che mette in guardia sul rischio di una seconda ondata prevista per il prossimo autunno.In conferenza stampa, Hans Kluge, direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha sottolineato: “ancora oggi abbiamo picchi di contagi da prima ondata in molti Paesi. Dobbiamo prepararci per l’autunno, quando Covid-19 incontrerà influenza stagionale e polmoniti. Il virus circola ancora attivamente, e non abbiamo vaccini né farmaci specifici ed efficaci”.Un caso che desta preoccupazione, al momento, è quello tedesco.Come ormai noto, in Germania, a causa del focolaio nel mattatoio di Tönnies, il tasso di diffusione del virus è salito a quasi tre punti nell’ultima settimana, tanto da portare il Governo a ricostituire il lockdown in due Länder.Tuttavia ll numero di casi risulterebbe ancora sotto controllo.Lo stesso non si può affermare per altri Stati, come l’Arabia Saudita e l’Iran. Entrambi stanno vivendo adesso una seconda ondata. L’Iran, appena allentato il lockdown a maggio, è rientrato in piena emergenza. Anche negli Stati Uniti si è verificata la medesima situazione. Localmente si sono verificati nuovi casi che hanno portato all’aumento del 25% rispetto alla scorsa settimana.Negli ultimi sette giorni, in Germania i contagi sono aumentati del 36,7% rispetto alla settimana precedente, negli Usa del 24,6%, in Ucraina del 19,3%. Gli altri Paesi a rischio dopo l’allentamento sono la Svizzera (+15,1%), il Bangladesh (+12,9%), la Francia (+12%), l’Iran (+6,6%) e l’Indonesia (+2,3%).Meglio la situazione in Italia e in Spagna, anche se nel Paese Iberico il calo dei contagi è risultato doppio rispetto a quello della nostra Penisola.I nuovi focolai a Bologna e Mondragone dimostrano come sia facile ripiombare in situazioni pericolose.Dei 45 Paesi con più di 25mila casi di contagi giornalieri, sette sono ancora in lockdown. Il punteggio di rigidità è compreso tra 70 e 80. Tra questi vi sono il Brasile (+17,5% rispetto a una settimana fa), l’India (+24,1), il Sudafrica (+21,6%) e l’Egitto (+8,5).Più preoccupanti i dati in Bolivia, Argentina e Colombia. Qui, nell’ultima settimana i nuovi contagi sono aumentati rispettivamente dell’80,4%, del 64,3% e del 31%.

In autunno, avvertono gli esperti, c’è il rischio concreto di nuovi blocchi.

Ultima modifica ilVenerdì, 26 Giugno 2020 22:35

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.