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CORONAVIRUS: VERSO LA FASE 2, MA CON GRADUALITA’ E MOLTA PRUDENZA

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Redazione- La curva del contagio ha iniziato a decrescere: 47 giorni dopo il 'paziente uno' a Codogno e 17.127 morti, l'Italia sembra vedere uno spiraglio di luce e si avvia verso la 'Fase 2' in due step, con la massima cautela ma anche con un pizzico di ottimismo dopo settimane buie.Il giorno dopo Pasquetta, se i dati verranno confermati, ci potrebbe già essere una minima riapertura delle attività produttive, mentre - per riprendere a spostarsi e ad uscire di casa - pur tra mille precauzioni "perché il virus non è ancora sconfitto", bisognerà attendere almeno i primi giorni di maggio.Il direttore di Malattie Infettive dell'Iss, Giovanni Rezza dichiara: "Finalmente sembra si inizi a vedere una diminuzione di nuovi casi: dopo una fase di plateau, sembra esserci una discesa, la curva tende a flettere in basso. Ma aspettiamo domani o dopodomani prima di tirare un sospiro di sollievo".A sostegno di quanto sostenuto ci sono, appunto, i numeri.Per il quarto giorno consecutivo, infatti, diminuiscono i pazienti ricoverati in terapia intensiva (oggi sono 106 in meno); ben 5 regioni - Umbria, Friuli Venezia Giulia, Molise e soprattutto Lombardia ed Emilia Romagna - contano un minor numero di malati e l'aumento dei positivi è di soli 880 pazienti, meno della metà di lunedì."E' l'incremento più basso registrato dal 10 marzo" dice il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. Questo non significa che da qui ad una settimana l'Italia sarà fuori dall'emergenza!!! Lo ribadiscono gli scienziati e lo sa bene anche il Governo che continua a sostenere la linea della massima cautela e della prudenza."Bisogna sempre tenere a mente - spiega ancora Rezza – che il virus resterà nella popolazione, sarà una lotta dura, non è che arriviamo a zero contagi tra una settimana o un mese e allora tana libera tutti".Per questo l'imperativo, anche per le prossime settimane, rimane immutato: occorre mantenere "rigorosamente" tutte le misure di distanziamento sociale."Ogni rilassamento può significare una ripresa della circolazione del virus".Quella che inizia oggi viene definita dal Commissario Domenico Arcuri una "lunga fase di transizione" nella quale sarebbe "imperdonabile non mantenere le misure adottate finora” perché vorrebbe dire rendere inutili i sacrifici fatti dagli italiani.E proprio questa transizione è stata al centro del vertice tra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i ministri e il comitato Tecnico scientifico. La linea – sulla quale si sono trovati d'accordo tutti i partecipanti – è quella della "gradualità e prudenza" nelle scelte. Ecco perché il Premier già nelle prossime ore vedrà i rappresentanti delle imprese e dei sindacati, oltre alle Regioni, per decidere come allargare il novero delle attività consentite. Tra queste potrebbero esserci quelle connesse alle filiere alimentare, farmaceutica e sanitaria ma anche l'agricoltura, le aziende meccaniche, magari introducendo una sorta di 'indice di rischio' per i lavoratori (chi è più esposto dovrà utilizzare i dispositivi di protezione).Entro venerdì Conte dovrebbe aver concluso gli incontri per poi procedere alla redazione del nuovo Dpcm nella giornata di sabato.Già questa settimana, inoltre, dovrebbe esser pronto lo studio sui test sierologici: verrà effettuato su un campione Istat della popolazione di circa 200 mila persone per avere quanto più chiaro possibile il quadro della diffusione del virus nel nostro Paese.Rezza avverte però che i test vanno comunque presi con cautela perché ad oggi "non sono del tutto soddisfacenti".Il secondo step riguarderà i provvedimenti di eventuale riapertura verso i cittadini.E’ vero che più passa il tempo e più diventa difficile tenere le persone in casa, anche se molti, troppi in realtà, non hanno perso occasione per comportarsi da persone totalmente irresponsabili, come dimostrano i numeri delle denunce, che continuano ad essere elevati: anche ieri oltre 10mila.E’ altrettanto vero però e su questo forse non si riflette abbastanza, che più riusciamo a rispettare le misure di sicurezza imposte dal Governo, meno lungo potrà essere lo strascico portato da questa pandemia.

Ancora un po' di sacrificio e più alta è la probabilità di tornare ad una vita normale, seppur con qualche cautela obbligatoria all’inizio.

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