ATTENZIONE: SIETE NELL'ARCHIVIO STORICO. SCOPRITE LE NOTIZIE DI OGGI SUL NOSTRO NUOVO SITO !

Arrow up
Arrow down

le vostre notizie a portata di web

Log in

MATERA - QUANDO IL MARE AVVOLGEVA GLI SPLENDIDI SASSI

Fossile Fossile

Redazione-  I sassi di Matera, l'emblema profumato del romanticismo, la visione incantata dove il tempo si è fermato, eppure nasconde un segreto. Matera è stata mare e ne porta le tracce dappertutto. Fuori di sé, nella diga di San Giuliano, a pochi chilometri dal centro abitato, dove è stata ritrovata la carcassa di un cetaceo, una delle più antiche al mondo, la balena ‘Giuliana’. Molti dicono che è fatta di tufo, ma è scorretto: è fatta di calcarenite, una sabbia sedimentata fino a consolidarsi in roccia e i cui granelli sono composti di calcare e fossili di organismi marini. Ci sono conchiglie quasi intatte ovunque, nei massi dei muretti, nei basamenti dei palazzi, nei vuoti delle grotte. In molti non sanno tutto cio', eppure chi lo sa gira per i sassi cercando i suoi antichi reperti marini, attimi di mare.Un milione di anni fa, il mare s’è ritirato, Matera, che non era ancora Matera, non era ancora una città di uomini, perché non c’erano ancora gli uomini, ha preso a scavare per cercare l’acqua sotterranea, quella che la terra assorbe e mantiene sotto gli strati argillosi.

All’arrivo dell’uomo, la natura aveva già badato a costruire un sistema idraulico perfetto, aiutata dalla docilità della roccia, che aveva conservato memoria del suo mare e s’era lasciata quindi modellare, infiltrare, fendere dalla pioggia, che nei secoli l’aveva attraversata creando cunicoli, corridoi, vasche, cisterne, grondaie: all’uomo non restava che replicare, potenziare, ampliare il lavoro della pioggia, la sua cooperazione con il terreno.

Ultima modifica ilVenerdì, 16 Agosto 2024 18:06

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.