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LA GINESTRA AQUILANA SPECIE RARA DA SALVARE

Ginestre Ginestre

Redazione- Grazie alla botanica Daniela Tinti,che da anni si dedica a studiare la flora delle nostre montagne, e in particolare un piccolo e rarissimo fiore  la ginestra aquilana.L'hanno salvata i Carabinieri forestali e la naturalista e botanica Daniela Tinti. "La bella ginestra aquilana è stata raccolta per la prima volta nel 2003 e dopo uno studio durato due anni si è arrivati alla descrizione di quella che oggi si chiama, scientificamente, Genista pulcella subsp. aquilana", racconta Daniela Tinti, che lavora come botanica al parco e da anni si prende cura del piccolo arbusto, mentre spiega come sia una tra le specie di ginestre più rare e a rischio di estinzione, in quanto presente solo sui Monti di Arischia in un'area caratterizzata da una strada e da un boschetto artificiale di pini.

L'aspetto è quello di un piccolo arbusto a portamento quasi strisciante, non un grande cespuglio come quello della più nota Ginestra odorosa (Spartium junceum) o della sua parente Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius), ma ha il fascino delle cose rare.Daniela Tinti non è la sola a preoccuparsi della piccola ginestra aquilana. Insieme a lei ci sono i ricercatori dell'Università di Camerino, l'Ente Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, i Carabinieri della forestale. Però non basta. "Qualche mese fa abbiamo presentato un progetto europeo nell'ambito del Programma LIFE proprio per salvare la ginestra aquilana - racconta Daniela Tinti mentre spiega come il progetto si articoli in tre fasi: raccogliere i semi, diradare la pineta,

fare spazio a nuove piantine di ginestra".

Ultima modifica ilMartedì, 23 Marzo 2021 19:05

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