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INQUINAMENTO NELLA PIANA DEL CAVALIERE: A CHE GIOCO GIOCHIAMO?

Piana del Cavaliere Piana del Cavaliere

Redazione-Riceviamo e volentieri pubblichiamo un nuovo contributo di Tullio Lucidi sull’inquinamento nella Piana del Cavaliere:<<Naturalmente ogni iniziativa, associazione, club, il cui scopo è la difesa ecologica del territorio è iniziativa benemerita. Ma quando questo impegno sfocia in una specie di “terrorismo” naturalistico di bassa lega e di ancor più bassi fini cioè il farsi pubblicità a buon mercato o cercare qualche voto alle elezioni, il tutto condito da totale ignoranza scientifica, allora bisogna mettere qualche puntino sulle i e tranquillizzare le popolazioni. Forse perché ho vissuto più di sessanta anni a Roma e, girando per il mondo, ho visto che cos’è davvero l’inquinamento, mbè devo dire che, in sostanza, vivere in questo territorio è una fortuna dal punto di vista ambientale e della salute. Non c’è inquinamento acustico, anzi c’è pure troppo silenzio soprattutto d’inverno, non c’è inquinamento visivo che a ben guardare si vedono di notte migliaia di stelle, non c’è inquinamento da traffico con smog e polveri sottili, l’aria è purissima senza le pericolose amine aromatiche in giro, non esistono malattie epidemiologiche ovvero che possono farsi risalire a precise cause tecnologiche e ambientali, non esistono dati allarmanti di insorgenze anomale di tumori, non c’è inquinamento elettromagnetico e via respirando e allora mi domando “che cos’è questo allarmismo che rischia di far sembrare il territorio ed i paesi abruzzesi della Piana, Oricola, Carsoli, Pereto e Rocca di Botte, piccole Chernobyl?” Ma siamo diventati matti? E’ del tutto evidente che in una zona industriale, anche se purtroppo de-industrializzata, ci possono essere fenomeni legati alla produzione che possono dar luogo a volte e in presenza di condizioni metereologiche particolari a odori molesti le cui cause giustamente vanno analizzate e possibilmente eliminate e comunque eventuali inquinanti vanno ristretti dentro parametri tecnici ben precisi e controllati con assiduità. Per questo ci sono Istituti ed Istituzioni adatti allo scopo, dal ruolo dei Sindaci alla Forestale, ai Carabinieri, all’ARPA, all’Istituto Superiore di Sanità ecc. senza che un fenomeno inoffensivo rispetto alla salute pubblica, così almeno ci dicono i dati scientifici, debba scatenare allarmi ingiustificati. Ci si rende conto che questo modo di fare, magari con buone intenzioni, rischia di scoraggiare ogni iniziativa, sviluppo turistico, lavoro perché chi è lo sciocco che si va ad infilare, investire, farsi casa, dare lavoro in una piccola Chernobyl? Già nel passato, senza risalire troppo indietro che il discorso sarebbe lungo, e solo per citare un esempio, per mire politiche, si sono dette grandi e gravi stupidaggini ad opera di soggetti con pubbliche responsabilità su strutture industriali presunte inquinatrici come la cava di Oricola e la Coca-Cola del tutto estranei ad ogni processo di inquinamento. Solo qualche mese fa si è fatto del vero e proprio terrorismo sul “terribile” inquinamento che avrebbe prodotto la costruzione di una struttura di alta tecnologia nel territorio oricolano per la cremazione, perdendo tra l’altro bei posti di lavoro, quando tutti i dati scientifici ed esperienze del mondo occidentale a cominciare dalla Finlandia dove le cremazioni sono oltre il 50% ci dicono che l’impatto ambientale del crematorio è pressoché zero, quando si accende un cerino o mi faccio una braciolata in campagna inquino di sicuro di più! Ma che vogliamo? Che le poche fabbriche rimaste chiudano o proprio non aprano, che torniamo alle pecorelle o a trottare sui somari, che ci riscaldiamo con i focarelli invernali, che con la scienza e la razionalità ci puliamo il….. naso e, santa ignoranza riprendiamo a credere alle streghe e stregoni come cento anni fa? E dunque, a mio avviso, è giusta la vigilanza, il controllo, l’iniziativa, la denuncia quando serve, mettendo insieme il lavoro anche industriale con la difesa ecologica del territorio, ma tutto questo non deve essere uno sport a caccia di voti e visibilità. Il che non significa che non si possa e debba sempre migliorare, anche per rispondere, nel nostro piccolo, alla lotta al riscaldamento globale, comportandoci, ognuno di noi, in modo più responsabile rispetto all’ambiente e alla ecologia del territorio. Ad esempio, è solo un’idea, i Comuni dovrebbero, con l’aiuto della Regione, incentivare fortemente la rimozione di tutti i manufatti in eternit, tetti ed altro, che possono rappresentare nel tempo, quando si sfaldano, un pericolo per la salute pubblica. Ma detto questo dico anche con chiarezza che chi procura in continuazione un allarme del tutto immotivato nelle comunità e in un territorio non va giustificato ma combattuto scientificamente e culturalmente e, alla fin fine, se ce ne sono i presupposti, perseguito a termine di legge. Dovrebbero saperlo “giornalisti” ed avvocati e chi gli va dietro in buona fede come fa l’agnello chiamato dal lupacchiotto che ogni tanto si sveglia e sente odore di sangue fregandosene delle conseguenze, che possono essere gravi, delle proprie parole e delle

proprie azioni che tutto sono tranne che una difesa vera e seria della salute dei cittadini e dell’ecologia territoriale>>.

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