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LA DESTRA DELLA REGIONE LAZIO AVVIA LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA

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Redazione-  La Regione Lazio guidata da Francesco Rocca va all’attacco della Legge Regionale 5/2014 “Tutela, Governo e Gestione Pubblica delle Acque”, voluta dai Comitati dell’Acqua e sostenuta dai Cittadini e molti Sindaci, e si prepara a istituire un ATO (ambito di gestione) Unico del Servizio Idrico.

Unico ATO = Unico Gestore = Privatizzazione dellAcqua

Già la Giunta Zingaretti non aveva garantito la piena applicazione della Legge sull’Acqua Pubblica lasciandone la gestione divisa in 5 Ambiti Provinciali anziché definire i reali bacini idrici come è previsto. Ora la Giunta Rocca si spinge oltre spianando la strada alla privatizzazione dell’Acqua che trasforma un servizio essenziale in un asset industriale su cui un unico gestore farà affari d’oro.
Privatizzare vuol dire Privare. Non è difficile immaginare che il nuovo gestore unico sarà ACEA o una sua controllata, come già avviene in altre regioni dell’Italia Centrale. E così, mentre in Toscana si è appena votata la ripubblicizzazione dell’Acqua del Medio Valdarno nel Lazio si fa l’esatto opposto.

Ma ACEA gestisce l’Acqua Per i cittadini o i dividendi degli azionisti?

Gli oltre 20 anni di gestione fallimentare ACEA parlano chiaro: bollette in crescita, servizio scadente, investimenti discutibili e zero tutele delle sorgenti a fronte di profitti alle stelle.

Reti colabrodo e sorgenti in sofferenza = aumenti delle bollette

Le bollette delle famiglie continuano a crescere ma il servizio idrico è sempre peggiore: l’acqua è addizionata con il cloro e in alcuni comuni ci sono anche elevate percentuali di arsenico.

Fiumi e laghi (Aniene, Velino, Bracciano e Nemi) si lasciano a secco. E mentre si dichiarano crisi idriche e razionamenti il 50% dell’acqua prelevata va dispersa lungo la strada. I profitti di ACEA però superano il 27%, e talvolta (come a Frosinone e provincia) molto di più.

Con la sua “allegra gestione” ACEA ha dimostrato di avere un unico interesse: aumentare gli asset strategici (le fonti di prelievo) per incrementare i dividendi azionari da spartire con propri soci. Come spesso accade preleva ben oltre i limiti delle concessioni con il tacito assenso della politica.

L’affaire PNRR: nuovi acquedotti o un investimento pagato dai cittadini?
ACEA sta ammodernando le condotte principali del Peschiera e dell’Acqua Marcia con i fondi PNRR. Di per sé non sarebbe strano se non fosse che si aumenta la portata degli acquedotti e non si interviene sulle reti secondarie, responsabili della maggior parte delle perdite.
La ciliegina sulla torta è il costo, finanziato con soldi pubblici, che è considerato “remunerazione del capitale investito” ed è recuperato con l’aumento della tariffa. Dopo il danno anche la beffa!

L’ACQUA bene comune diventa Una merce su cui speculare

I fatti dimostrano che per la politica e i gestori l’Acqua è diventata una fonte di alto profitto garantito. I gestori non hanno nessun rischio d’impresa, solo lauti guadagni. Non c’è neanche il problema della concorrenza perché la gestione dell’Acqua è un monopolio naturale.
L’istituzione dell’ATO Unico annulla di fatto la Legge 5/2014, l’unica a garantire l’Acqua Pubblica e la partecipazione diretta dei Comuni e dei Cittadini su una risorsa vitale.

Chiediamo quindi a Comitati, Associazioni e Comuni di aderire alla mobilitazione per difendere l’Acqua Bene Comune prima che la privatizzazione diventi irreversibile.

Comitato Acqua Bene Comune Valle dell’Aniene

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