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LA DENUNCIA: SINDACATI MILITARI NELLE MANI DI ALCUNI “GERARCHI” NOSTALGICI DEL POTERE E DELLA NOTORIETÀ PERDUTI CON L’USURA DEL TEMPO, CHE SI AUTOINVESTONO DEL RUOLO DI CONTROLLORI AGLI OCCHI DELLA POLITICA?

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Redazione-  Continuiamo le nostre riflessioni congiunte su delle ipotesi (non certezze) per chiarezza e tutela di chi crede nel progetto sindacale.Abbiamo il sospetto – e sottolineiamo che si tratta solo di un’ipotesi – che alcune vecchie gerarchie in pensione definitiva, oggi attive in politica o presenti in forma ausiliaria nei sindacati, stiano cercando di mantenere   una certa influenza, nonostante il tempo abbia modificato i loro ruoli formali all’interno della nostra organizzazione.

Temiamo che costoro cerchino di trasformarsi in portavoce informali di sigle sindacali, replicando logiche tipiche dell’ex COCER: logiche basate su compromessi e su una forma di sudditanza psicologica verso le gerarchie militari e i decisori politici.

In passato, infatti, alcune di queste gerarchie ricoprivano un doppio ruolo: da un lato il comando operativo, dall’altro la rappresentanza militare/sindacale. Questo mix portava spesso a vantaggi di natura sia professionale che politica.

Oggi si apre uno scenario nuovo e potenzialmente critico: ci sono sigle sindacali che, senza consultare democraticamente i propri iscritti, potrebbero scegliere di unirsi ad altri soggetti per farsi rappresentare esclusivamente da dirigenti militari che si presentano nella duplice veste di sindacalisti militari o esponenti politici.

In questo modo, le diverse anime sindacali che rappresentano le varie categorie del personale militare, sarebbe assoggettate sotto un unico controllo, garantendo completa assuefazione

 

alle volontà dei decisori politici.

Chi ci guadagna in questo splendido nuovo gioco delle parti?

I nuovi ras sindacali che, agendo in gruppo, potrebbero svuotare di significato le singole identità sindacali.

Se ciò accadesse – e ribadiamo che si tratta solo di un’ipotesi

– si correrebbero rischi evidenti:

1. Tradire la fiducia dei propri tesserati;

2. Tradire le decennali lotte per un sindacato realmente autonomo dall’amministrazione e dalle gerarchie militari;

3. Indebolire le organizzazioni sindacali, riportando in auge una logica verticistica, da “uomo solo al comando e completamente accondiscendente al sistema ”.

Qualche segnale in questa direzione sembra iniziare ad emergere. Non possiamo affermare nulla con certezza, ma dobbiamo restare vigili.

Noi non abbiamo “capi sindacalisti”, e non intendiamo sostenere iniziative che, direttamente o indirettamente, ci riportino al modello del vecchio COCER. Continueremo, senza stancarci, a chiedere al governo, alle autorità politiche e a quelle militari maggiore trasparenza, correttezza e parità di trattamento tra tutte le organizzazioni sindacali.

*Sigle firmatarie*

ITAMIL - ESERCITO USAMI - AERONAUTICA SILMM - MARINA

SUM - INTERFORZE

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