COMBATTIAMO LE DISCRIMINAZIONI CON LA CULTURA, L'EDUCAZIONE E LA BELLEZZA – ANDREA PETRICCA PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA
- Scritto da Andrea Petricca
- Pubblicato in ULTIM'ORA
- 0 commenti
Redazione-“Uniti nella diversità”, è questo il fine ideale di ogni popolo che ancora oggi viene corrotto e sedotto da discriminazioni, pregiudizi e intolleranze. Combattere questi mali è una missione che deve essere insegnata sin dalle scuole elementari: è infatti l'educazione la prima arma da utilizzare per far comprendere ai bambini il perché una discriminazione abbia in sé un male che può sfociare in quello che è ed è stato l'eccidio nazista, le guerre di interesse, la tratta degli schiavi o la secolare sottomissione della donna. Far conoscere ma soprattutto far comprendere il bene ad un bambino significa costruire nella sua mente il senso critico e di giustizia, la ricerca della bellezza e la libertà di scelta. Come dice Liliana Segre: “coltivare la memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l'indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”. Ma l'educazione scolastica non può essere funzionale se viene a mancare l'essenziale azione concreta e benefica della cultura nell'ambiente scolastico ed extrascolastico: constatare, ad esempio, che nella scuola sia pressoché assente una seria e strutturata educazione alla musica classica (che Ezio Bosso diceva essere necessaria a partire addirittura dalla scuola dell'infanzia) o che spesso lo studio scolastico si basi sul nozionismo e sulla noia, non avendo così una vera e utile applicazione nella vita extrascolastica, è purtroppo facile comprendere il motivo della degenerazione sociale e culturale in atto che lascia sempre più spazio a discriminazioni e intolleranze. L'educazione scolastica viene resa ancor più inefficace da una società consumistica che porta le nuove generazioni a “venerare” gli idoli della violenza, della dissoluzione e del sesso tramite una studiata e capillare azione mediatica basata sul trash, sulla trasgressione e sulla violenza; a questo poi si va ad aggiungere una realtà familiare disgregata e violata nella sua essenza che vanifica gli effetti dell'educazione culturale. Bisogna invece seguire la via intermedia, armonica ed equilibrata che è quella del rispetto delle diversità che devono essere valorizzate, ma non estremizzate o strumentalizzate, e unite in una pacifica crescita e libertà. “Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti. Sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire in uno spirito di fraternità vicendevole”, così il primo articolo della Dichiarazione universale dei Diritti dell'uomo concepisce la vita e la missione di ogni comunità civile. Sembra ormai utopia, ma in realtà siamo ancora in possesso di quei mezzi che, se utilizzati in tempo e con perizia, consentirebbero un radicale cambiamento storico e sociale verso un'utopia che può divenire realtà. Siamo ancora in tempo, sì, ma ancora per poco, in quanto per molti aspetti la situazione sociale e generazionale sta diventando irrecuperabile; per il “panem et circenses” ci si dimentica della politica, la più alta filosofia applicata che dovrebbe garantire la democrazia e la meritocrazia, e si lascia invece dilagare il malgoverno, la cultura di massa che conforma e devia, la depravazione materiale e morale. Un mondo, quello di oggi, che sta diventando ultra digitale ma che è svuotato di qualsiasi umanità. Bisogna perciò intervenire pacificamente per farsi promotori dei veri valori umani, della libertà basata sulle giuste regole e sul rispetto della libertà altrui, farsi promotori della cultura, della filosofia e dell'arte classica che permettono all'uomo di sviluppare concretamente una nobiltà d'animo capace di raggiungere quei fini superiori che si distaccano dalla volgare ingordigia di piaceri, di ricchezza e di fama per avvicinarsi spiritualmente ad una bellezza etica ed estetica che è fonte di vera felicità. Ogni discriminazione e pregiudizio, in questo modo, si annullerebbe automaticamente e il rispetto per ogni diversità diverrebbe intrinseco e consolidato. A questa “metastasi” sociale, causa ed effetto delle discriminazioni, degli estremismi e della depravazione, tutti, e soprattutto coloro che ancora credono nei veri valori, devono opporsi attivamente con tutti i mezzi a disposizione almeno per limitarne gli effetti devastanti e contemporaneamente serve, a livello politico, una forte e strutturata prevenzione culturale. Nella giornata dedicata alle donne, il cui significato dovrebbe già essere un principio indiscutibile e fondamentale per ogni essere umano, è da evidenziare come tutte le arti abbiano un nome femminile e di come femminili siano le Muse ispiratrici delle arti e delle scienze. “È la cultura che ci rende specificatamente umani, esseri razionali, dotati di giudizio critico e di impegno morale. È attraverso la cultura che scegliamo i valori a cui appellarci e compiamo delle scelte. È attraverso la cultura che l'uomo esprime se stesso, diviene consapevole della sua umanità, riconosce la sua incompletezza, mette in discussione le sue conquiste, ricerca instancabilmente nuovi significati e crea delle opere attraverso le quali trascende i suoi limiti.” - Dichiarazione di Città del Messico sulle politiche culturali.
