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INTERVISTA A DANIELA PULCRANO, DAL CUORE DI NAPOLI ALLA GRINTA D’ABRUZZO: LA NUOVA VITA SPORTIVA E PROFESSIONALE DI UNA PROTAGONISTA DEL VOLLEY CARSOLI

DANIELA PULCRANO DANIELA PULCRANO

Redazione- Il percorso che l’ha portata da Napoli a Carsoli non è stato solo un cambio di squadra, ma un vero viaggio di crescita personale e sportiva. Daniela Pulcrano, classe 1995 maglia n° 18, ingegnere di professione e schiacciatrice per passione, racconta l’accoglienza ricevuta dal Volley Carsoli, le lezioni imparate in Serie D e l’equilibrio tra lavoro e sport. Tra spirito di adattamento, voglia di divertirsi e unità di squadra, emerge la storia di un’atleta che ha trovato in Abruzzo non solo una squadra, ma una seconda casa:<<

Da Napoli all’Abruzzo: com’è stato il tuo arrivo a Carsoli e cosa ti ha colpito di più della squadra?

Il mio arrivo a Carsoli è stato un bel cambiamento, sia dal punto di vista personale che sportivo. Venendo da una realtà come Napoli e sapendo di essere un po’ più grande del resto della squadra, temevo di sentirmi un po’ fuori posto all’inizio… e invece ho trovato una squadra che mi ha accolta subito con il sorriso. Quello che mi ha colpito di più è stato lo spirito del gruppo: nonostante le differenze di età ed esperienze, c’è unione, leggerezza e voglia di divertirsi. E questo si riflette anche in campo.

 Hai giocato in Serie D in Campania: cosa ti ha lasciato quell’esperienza e cosa porti oggi in campo?

L’esperienza in Serie D mi ha dato tanto, ma il ricordo più forte è l’ultima partita quella che ci avrebbe portato in serie C. Era una sfida delicata, ma il gruppo è stato incredibile: unite, determinate, e ognuna ha dato il massimo. Anche io, pur allenandomi come schiacciatrice, ho giocato come opposto perché era ciò che serviva.

Quel giorno ho capito davvero cosa significa essere squadra. Oggi porto in campo proprio questo: disponibilità, spirito di adattamento e la consapevolezza che insieme si può superare qualsiasi difficoltà.

 Essere ingegnere e atleta: come riesci a bilanciare lavoro e pallavolo? C’è qualcosa che il volley ti insegna anche sul lavoro?

Essere ingegnere e giocare a pallavolo è sicuramente una sfida organizzativa, ma è anche un equilibrio che mi fa stare bene. La pallavolo mi ha insegnato tanto: la gestione del tempo, la capacità di lavorare in squadra e il problem solving. Sul lavoro, come in campo, ci sono imprevisti, pressioni, momenti in cui bisogna restare lucidi. E allenarsi mi aiuta a tenere la mente attiva anche dopo una giornata lunga.

C’è un momento particolare con le ragazze del Volley Carsoli che ti ha fatto sentire “a casa”?

Ci sono stati tanti momenti che mi hanno fatto sentire parte di qualcosa. Uno su tutti è stata la promozione in I divisione: l’abbiamo costruita insieme con impegno e cuore. Ma anche le cose semplici, come le pizze post allenamento, le risate, gli allenamenti con i cambi ruolo che rompono la routine… sono quei piccoli momenti che fanno la differenza e ti fanno sentire davvero a casa. Poi ricordiamoci che il nostro motto è ‘amma sfunnà” direttamente dalla lingua napoletana… direi che più a casa di cosi non si può!

Qual è il tuo ruolo in campo e come ti piace interpretarlo?

Sono nata come opposto, ma nel tempo mi sono trasformata in una schiacciatrice: è il ruolo che sento più mio. Lo interpreto con grinta e intelligenza: non punto alla forza (ormai ho anche una certa età) ma cerco sempre di leggere il gioco e capire come posso essere utile alla squadra, anche nei piccoli gesti.

Se dovessi descrivere il Volley Carsoli con tre parole, quali sceglieresti e perché?

Diversità, perché siamo un gruppo variegato, con età, esperienze e background diversi.

Divertimento, perché riusciamo a prendere sul serio quello che facciamo, senza mai perdere il sorriso.

Supporto, perché ci aiutiamo davvero, dentro e fuori dal campo. Ed è questo che ci rende squadra>>.

DANIELA PULCRANO

Ultima modifica ilGiovedì, 11 Settembre 2025 16:44

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