“ELOGIO DEL CAOS” | UN VIAGGIO POETICO TRA COSMOLOGIA E SENTIMENTO
- Scritto da Federica Grisolia
- Pubblicato in POPOLARI
- 0 commenti
Redazione- Si muove nella geometria dell’anima, “Elogio del Caos”, l’opera di Alexander Del Carpio pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore e disponibile anche nella versione e-book. La silloge non cerca risposte definitive, ma è un invito a spogliare la filosofia dalle sue sovrastrutture per riportarla alla sua radice più pura: abitare il caos significa accettare l’instabilità come unica condizione autentica dell’esistere. «La poesia per me rappresenta la bacheca investigativa - racconta l’autore, nato a Lima, in Perù, ingegnere gestionale che vive a Milano - in cui, una volta accumulati abbastanza indizi posso tracciare e collegare, tramite dei fili rossi, idee che di solito possono sembrare apparentemente incomunicabili tra di loro. Ma, aggiungendo nuovi indizi, vanno a creare un quadro sempre più chiaro della ricerca esistenziale su cui sono impegnato e chiamato a rispondere». Del Carpio paragona la propria voce a un’esplosione stellare: un’energia così vasta da oscurare una galassia e così violenta da incenerire ogni certezza preesistente. Al centro di questo cataclisma risiede l’amore, inteso come quel fenomeno primordiale che squarcia il buio della coscienza: «E’ forza ambigua, talvolta salvifica, talvolta distruttiva». In questa raccolta, la parola poetica diventa lo strumento per un “ritorno al futuro”, dove la conoscenza non è possesso, ma stupore dinanzi all’immensità dell’incerto. L’amore non è una scelta deliberata o un atto di volontà, ma un evento caotico che travolge l’individuo come un fenomeno naturale imprevisto, agendo secondo una logica inversa rispetto alle convenzioni sociali. «Caos e amore hanno tanti punti in comune sotto la lente d’ingrandimento della condizione umana».
Del Carpio non ha la pretesa di svelare i segreti del creato. Il suo è un gesto di umiltà radicale e, allo stesso tempo, di estrema audacia intellettuale. «Sono molto attratto dalle emozioni e dalle idee speculative come motori scattanti per la ricerca di nuove teorie che possano definire la realtà e la nostra interazione col mondo. Perciò - confessa - la cosmologia e le nuove scoperte scientifiche colpiscono fortemente la mia composizione. Gli elementi stilistici che prediligo sono le metafore naturali e cosmologiche. Mi sento a mio agio con le quartine come base di partenza, queste possono trasformarsi in più o in meno versi dentro la strofa a seconda del ritmo che acquisiscono durante il processo». L’autore, nelle sue liriche, vuole spogliarsi delle certezze moderne per riscoprire una teoria della conoscenza semplice, nuda e vibrante. «Dal punto di vista linguistico - sottolinea, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, editore, poeta e formatore - Del Carpio alterna una scrittura diretta e confessionale a momenti di maggiore densità simbolica. La presenza di testi in più lingue (italiano, spagnolo, tedesco) amplia l’orizzonte espressivo e suggerisce una ricerca identitaria che travalica confini geografici e culturali». In questa raccolta, il caos non è un nemico da domare, ma l’archetipo di ogni relazione. È l’accettazione che l’unica condizione autentica dell’esistere sia proprio questa luminosa e ineluttabile incertezza. «Voglio trasmettere al lettore la consapevolezza che siamo tutti partecipanti a questo gioco chiamato vita - afferma l’autore - e che nessuno può essere risparmiato dalla dolcezza o dalla crudeltà che il viaggio esistenziale ci può offrire. Perciò allacciatevi forte a voi stessi e danzate nella turbolenza».
