- GLAUCO - CONFESSIONI CRIMINALI DI UN GIUDICE RANDAGIO- IN SCENA GIOVEDÌ 24 APRILE 2025 ORE 21 | STAGIONE DI PROSA INDIPENDENTE TEATRO OFF DI AVEZZANO
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Castello Orsini Colonna
STAGIONE DI PROSA INDIPENDENTE TEATRO OFF 2024/25
Redazione- Giovedì 24 aprile, alla vigilia della Festa della Liberazione, sarà di scena al Castello Orsini di Avezzano – in anteprima nazionale -, il penultimo spettacolo della stagione 2024/25 del Teatro OFF dal titolo “Glauco – Confessioni di un Giudice randagio”.
Testo vincitore del premio "Teatro in cerca d'autore 2024" per mano di Vincenzo Martorelli, lo spettacolo è diretto da Alessandro Martorelli e vede la produzione del Teatro Stabile d'Abruzzo in collaborazione con Teatranti Tra Tanti.
Focus sullo spettacolo:
Un giudice cinico e un prete appassionato si trovano in una chiesa…
Quella che comincia come una storiella da bar, è in realtà solo l’antefatto di una storia avvincente con continui colpi di scena.
Due uomini, interpretati dai giovanissimi e talentuosi Gianluca Rossetti e Gabriele Giusti, uno l’opposto dell’altro si trovano in una chiesa: da una parte un giovane giudice disilluso e nichilista, dall’altra un parroco pacato e fedele alle sue convinzioni, anche se non più come un tempo. Il dialogo tra i due, all’inizio regolare, si fa via via più serrato e ritmato, quando il giudice rivela il motivo della sua visita: aver commesso quello che, a detta sua, è un crimine imperdonabile.
Inizia così, tra due personalità agli antipodi, un botta e risposta vivace e senza tregua, che sfocia in una sorta di surreale seduta psicoanalitica che porta i due a situazioni tragicomiche, fino all’inaspettato colpo di scena conclusivo.
“Glauco – Confessioni criminali di un Giudice randagio” è uno spettacolo che si insinua nei vari generi della commedia: brillante, grottesca, gialla con punte di teatro dell’assurdo. È un testo veloce, divertente e carico di profondi spunti di riflessione che, prendendo a pretesto la scomoda confessione di un uomo, esplora l'umanità nei suoi aspetti più contraddittori, offrendo una visione cinica e pungente della società contemporanea e sui limiti della redenzione.
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