GRANDE SUCCESSO CON IL CONVEGNO “LE DONNE E LO SPORT” (VIDEOS)
- Scritto da Dott.ssa Stella Chiavaroli
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Redazione- Si è svolto a Silvi, Domenica 17 dicembre 2023, il convegno su: “Le donne e lo sport”, organizzato dall’Atletica Vomano, il Centro Coni e l’ASC, nell’ambito del progetto “Sport e Salute Abruzzo”, con il sostegno dell’UE NextGnerationEU. Dopo il ritrovo previsto alle ore 11:00 presso “Ferretti Village”, alle ore 11:30 si è assistito all’accoglienza dei numerosi partecipanti di famiglie, bambini e adolescenti, nonché numerosi atleti ed atlete. Alle ore 12:00, l’organizzatore Gabriele Di Giuseppe, ha dato il benvenuto a tutti i partecipanti, passando il testimone ai saluti istituzionali, presenziati dal Presidente del Consiglio Comunale di Silvi: Fabrizio Vallescura e l’Assessore allo Sport: Avv. Beta Costantini che hanno ricordato come la giornata dedicata alle donne sia tutti i giorni. La relatrice del Convegno è stata affidata alla Dott.ssa Silvana Di Filippo, Esperta in politiche di parità, che ormai da oltre ventitrè anni, collabora con l’Atletica Vomano in un connubio inarrestabile tra sport e sociale per la prevenzione e contrasto alle violenze sulle donne, ma anche di genere, e politiche di parità.
La relatrice ha ricordato l’importanza di “una strada circolare senza differenze e senza

indifferenza” e di come le donne abbiano attraversato un lungo cammino, pieno di insidie, per raggiungere l’emancipazione, e per gran parte della storia, di come le donne siano state escluse dalla pratica sportiva. Ha ricordato i primi passi mossi dalle donne, con Cinisca, la figlia del re Archimano di Sparta, che già nel 396 a.C. ed in seguito nel 382 a.C. si contrassegna come la prima donna inserita nell’albo delle Olimpiadi. Vincerà per ben due volte la corsa dei carri alle Olimpiadi. Nel 776 a.C., contrassegnato come il primo anno dei giochi olimpici, vengono inseriti i giochi minori, con un significato rituale che venivano chiamati EREI, poiché dedicati a Era, la moglie di Zeus. Questi giochi erano organizzato in una corsa di circa 150 mt, in cui le giovani
donne dovevano dimostrare di essere mature e pronte al matrimonio. Durante l’Impero omano, i giochi sportivi, invece continuano sottoforma di spettacoli. Si dovrà attendere il 1800, per poter coniugare lo sport al femminile, quando le nobildonne iniziano a cimentarsi in giochi di movimento, ma la donna ha ancora un ruolo legato alla sfera domestica e subordinato alla procreazione. Ha ricordato alcune donne di eccezione, come le Palestrine e le ragazze bikini premiate nelle corse campestre con la palma e una corona di rose. Ha ricordato quando la donna partecipa alle olimpiadi del 1900 e il movimento delle suffragette. Ha evidenziato che la svolta di ammissione alle Olimpiadi per le donne, avverrà nel 1912, con Fanny Durack, ma non ancora in forma ufficiale. Sarà solo nel 1920 che le donne potranno partecipare in forma ufficiale alle Olimpiadi di Anversa, e soltanto nel 1936, le donne potranno parteciparvi come atlete. Questo anno, segna un avvenimento molto importante per l’Italia, con l’atleta Ondina Valla che resterà nella storia come la prima donna che vince la medaglia d’oro negli 80 m.a. ostacoli. Ha ricordati numerosi esempi, non ultimo Federica Pellegrini e molte altre donne del mondo dello sport.
Ha presentato la carta dei diritti delle donne nello sport del 1985 che evidenzia la rimozione delle barriere culturali, il diritto alla pratica sportiva delle donne, lo sviluppo delle opportunità e la partecipazione ai processi decisionali, nonché l’uguaglianza di genere nei processi dello sport. Ha messo in risalto, come la Legge del 23 marzo 1981, n. 01 sul professionismo sportivo, abbia messo in risalto “l’esercizio dell’attività sportiva, sia essa svolta in forma individuale o collettiva, sia in forma professionistica o dilettantistica, è libera.” Di conseguenza, ha dato risalto alla parità di genere nello sport, come stimolo all’interazione sociale e alla promozione della salute psicofisica, alla comunicazione efficace, al rispetto e alla capacità di leadership, processi vitali per l’emancipazione delle donne. Ha ricordato il gender mainstreaming, che nella conferenza mondiale di Pechino del 1995, viene affermato come principio fondamentale verso un’adeguata promozione di equità tra i generi. E’ necessario, ha detto, mettere al centro della corrente la parità di genere nei processi relazionali, sociali, sportivi e politici. A rimarcare il concetto di gender mainstreaming, è anche l’ONU, che nel 1977, si pone come obiettivo il raggiungimento della parità di genere, come programma integrato volto verso il benessere comune. Infine, ha ricordato il quinto punto promulgato dall’ONU nei suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030, che propone di “raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipazione di tutte le donne e le ragazze, in tutti gli aspetti della vita civile, politica e sociale, dove in quest’ultima rientra anche il grande mondo dello sport”. Infine, oltre a mostrare un ricco video, ed una grande carrellata di donne sportive che hanno fatto e fanno la storia delle donne, ha proposto una sintesi di tutti i progetti realizzati con l’Atletica Vomano in un protocollo d’intesa sviluppato da ormai dieci anni a sostegno

delle donne con lo sportello rosa integrato per la prevenzione e contrasto ad ogni forma di discriminazione.
Tutto il convegno e la giornata di convivialità, ha avuto come sfondo un video sulle “Donne e lo sport” realizzato da Lucio Chiavaroli, che ha ripercorso, oltre alla storia delle donne nello sport, una suggestiva documentazione delle attività realizzate dall’Atletica Vomano con le varie realtà territoriale, nell’ambito dello “Sportello Rosa Integrato” e nel mondo dello “Sport e salute”.
La conduttrice: Francesca Martinelli, ha proseguito la sua carrellata di interventi e
sorprese con grande stile e pratiche riflessive sul tema dello sport al femminile, sotto i riflettori e la documentazione video-fotografica della reporter Stella Chiavaroli.
Sono intervenuti gli ospiti di sala e il segretario generale di sport e salute Abruzzo:
Domenico Scognamiglio che ha ricordato l’importanza dello sport per tutti, senza distinzione di sesso ed età, con particolare riferimento alla parità di genere, al rispetto e ai processi di inclusione e socializzazione in un mondo che sempre più, ha bisogno di implementazione dello sport con le nuove generazioni, verso una crescita sana e di benessere per tutti, come momento di pratica per la vita educativa. Il suo intervento, poi, è stato seguito da quello dell’assessore allo sport del Comune di Pescara: Patrizia Martelli che ha sostenuto fortemente il progetto di “Sport e Salute” riconoscendo il grande lavoro fatto e l’importanza dei processi di integrazione e prevenzione verso un mondo di parità di genere.
L’evento, presentato da Francesca Martinelli, ha colorato di gioia e speranza la sala,
proseguendo con la scaletta della giornata, intersecata con un pranzo di convivialità che ha visto una sala gremita di persone partecipative.
La seconda parte del convegno ha visto l’intervento della testimonial Alessia Filippi,
campionessa mondiale negli 800 m e 1500 m stile libero, che ha ricordato l’importanza di imparare da piccoli l’acquaticità, per apprendere quella sicurezza necessaria quando si diventerà adulti. Ha precisato come sia importante credere a ciò che si fa e come si fa, e che in qualunque contesto si viva si può emergere, si può trovare quella forza necessaria che resterà ancorata ai nostri sistemi di sicurezza per la vita, in particolare l’universo femminile e di genere.
Alessia Filippi, è stata accolta con fragoroso applauso, ed i bambini e adolescenti, le hanno posto numerose domande, alle quali lei ha risposto con grande empatia, mostrando tutta la sua inclusività nel mondo dello sport, mettendosi in gioco e partecipando attivamente alla circolarità con i presenti.
Subito dopo, si è passati alla diretta streaming con Laura Strati, campionessa di salto in lungo, che come sappiamo, ha lasciato tante emozione in un salto che ha fatto meraviglie e ha segnato per lo sport italiano al femminile “un salto spettacolare”. Il suo intervento e le sue testimonianze hanno catturato l’attenzione degli ospiti con
doveroso silenzio. Il suo intervento molto costruttivo ha riassunto l’importanza dello sport al femminile, stimolando curiosità ed interesse nei partecipanti che l’hanno salutata con un applauso inarrestabile.
Dopo la call di Strati, il collegamento in diretta streaming è passato alla campionessa
Marta Bastianelli, campionessa del mondo in linea Elite nel 2007 e campionessa europea in linea Elite nel 2018. Il suo intervento è stato molto incisivo, ed ha messo in risalto, come per le donne sia una strada ancora molto in salita. Ha raccontato un aneddoto molto simpatico: ‘un giorno, alcune compagne di scuola, hanno chiesto alla figlia che lavoro facesse sua madre, e la figlia risponde: “la ciclista”, mentre le amiche le rispondono: “mica quello è un lavoro!”.
Questo aspetto, ci fa comprendere, come ancora ci siano dei pregiudizi e che, sempre
più, l’informazione e la formazione siano aspetti rilevanti nella crescita di ognuno e anche di quelle pratiche riflessive che consentano di creare una nuova mentalità di cambiamento, quella dell’uguaglianza di genere, quella del riconoscimento di uno sport al femminile che sia anche di tutela nei periodi di maternità o di altri ordini di infermità.
Dopo il ricco pranzo, pieno di sorprese, sono stati consegnati i premi agli atleti di
rappresentanza del settore agonistico dell’Atletica Vomano da parte di Gabriele Di Giuseppe al campione di corss: Stefano Massimi e il pluricampione europeo master Italo Giancaterina, nonchè al campione regionale M45 dei m. 10.000 su pista: Giuseppe Notarnicola.
A seguire, con le premiazioni a tutti i ragazzi del Centro Coni, Alessia Filippi, Domenico
Scognamiglio e Luca Di Giuseppe hanno loro consegnato i premi.
Infine, sono stati omaggiati: Alessia Filippi, Beta Costantini, Fabrizio Valloscura, Patrizia Martinelli, Silvana Di Filippo, Stella Chiavaroli, Francesca Marinelli Federica Miccio, Irene Capasso, Antonella D’Angeloantonio, Gabriele Di Giuseppe e Liliana Daddazio.
