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NATIVITÀ AL FEMMINILE: IL PRESEPE CON - GESÙ BAMBINA - DIVIDE FEDELI E SACERDOTI

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Redazione-  Sta facendo discutere l’allestimento natalizio nella chiesa di Capocastello ( AV), dove il parroco don Vitaliano Della Sala ha scelto di collocare nella mangiatoia una bambina al posto del tradizionale Gesù bambino. Una scelta che, secondo il sacerdote, vuole essere un simbolo e una provocazione per stimolare un dibattito sul ruolo delle donne nella Chiesa cattolica.

Come riporta il quotidiano online “ ilgiornale.it”, “Il messaggio è semplice – spiega don Vitaliano – Dio può incarnarsi anche in una donna. È ora di riflettere sull’accesso delle donne al sacerdozio e di superare barriere che non hanno fondamento divino”.

Il parroco chiarisce che non si tratta di una negazione della tradizione, bensì di una reinterpretazione: “San Francesco, inventore del presepe, ha saputo dare una lettura nuova del Vangelo. Il presepe non è immutabile: può evolversi e parlare al nostro tempo”.

Non tutti, però, condividono la sua visione. Alcuni sacerdoti della zona contestano l’iniziativa, ritenendola fonte di confusione per i fedeli. La diocesi di Avellino, al momento, non ha rilasciato commenti ufficiali sulla vicenda.

Non è la prima volta che don Vitaliano introduce elementi insoliti nelle sue rappresentazioni natalizie: in passato ha realizzato una “natività arcobaleno” con due mamme e, l’anno scorso, ha popolato il presepe con personaggi dei Simpson. Quest’anno, oltre alla “Gesù bambina”, ha ipotizzato un Gesù raffigurato a pezzi, simbolo di un’umanità frammentata.

La scelta del sacerdote si inserisce in un contesto più ampio di discussioni sull’adattamento delle tradizioni religiose ai tempi moderni. In altri luoghi, come a Carate Brianza, si è scelto di escludere canti natalizi con riferimenti religiosi dalle esibizioni scolastiche, provocando perplessità tra chi ritiene che la festa non possa essere separata dal suo significato cristiano originario.

Mentre alcuni vedono in queste reinterpretazioni un modo per rendere il Natale più inclusivo e contemporaneo, altri temono che si possa andare incontro a una progressiva perdita delle radici spirituali e culturali della celebrazione. Il dibattito, intanto, continua a dividere fedeli e opinione pubblica.

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